MILA visto da vicino: Due chiacchiere con Cinzia Angelini

A cura di Andrea Fiocca (Gikkio)

Oggi in esclusiva natalizia per il nuovo Blender Italia possiamo scambiare due battute addirittura con CINZIA ANGELINI, una delle nostre migliori creative all’estero. Cinzia Angelini lavora come artista, animatore e regista da molto tempo negli States. Cominciata la sua carriera in pratica alla DreamWorks, ha proseguito toccando in ascesa un pò tutte le produzione e gli Studios Hollywoodiani più importanti, fino ad Illumination Entertainment. Non c’ è in pratica capolavoro di animazione ad oggi, che non abbia sfiorato con tocco artistico: Eldorado, Minions,Principe D’Egitto, Spirit, Spider Man 2, Bolt, Kung fu Panda, Balto,Cattivissimo Me e tantissime altre produzioni tripla A. Ultimamente Cinzia sta lavorando alla “propria creatura”, come regista del proprio cortometraggio indipendente, “Mila”, che vede una collaborazione di 150 artisti provenienti da 25 paesi di tutto il mondo, in lavorazione oggi ma IN USCITA proprio nel 2017. Un corto indipendente è già una situazione, che deve essere seguita con attenzione.  Perché lavorazioni indipendenti SONO POSSIBILI, anche nel mercato di oggi. Quindi se volete cambiare le cose, non vi resta che sostenere e andare a vedere Mila appena disponibile. 😉 Il canale YOUTUBE MILA vi permetterà di accedere a contenuti esclusivi, interviste, shots di lavorazione del cortometraggio. Se il vostro sogno è fare questo lavoro, dare uno sguardo dalla parte “sbagliata” della telecamera, vi farà capire molte cose. Ricordate sempre un “mi piace” e una iscrizione al canale, è utile per rimanere anche aggiornati sui nuovi e prossimi contenuti caricati “sul tubo”, e perché no, per sostenere il corto e il duro lavoro. 😉 Come anche il canale Facebook E la Mailing List che vi permetterà di non perdervi nulla su Mila. Scambiamo adesso, due chiacchiere con Cinzia che ringraziamo tantissimo per la disponibilità che ci dimostra. 😉

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Ciao Cinzia e Benvenuta su Blender Italia! Come è partito tutto, come hai cominciato a dedicarti a questo campo fino a sbarcare a Balto?

Sono arrivata a far parte del meraviglioso mondo dell’animazione per caso. Fin da piccola, ho sempre saputo di voler fare un lavoro legato al mondo dell’arte e che mi facesse viaggiare. Dopo il liceo ho fatto una scuola di grafica pubblicitaria con l’idea di lavorare in pubblicità come art director o comunque con un lavoro legato a quel mondo. L’estate prima di iniziare i corsi, per caso, un’amica di mia mamma, che tra l’altro non vedavamo da anni e che da allora non abbiamo più rivisto, ci ha invitato a cena. In quell’occasione mi ha parlato di una scuola di animazione del Comune di Milano. Lei faceva il corso di regia e vedeva sempre i ragazzi del corso di animazione. Sentendo che mi piaceva disegnare mi ha detto di provare a portare il mio portfolio. All’epoca avevo più che altro foto di moda con modelle riprese con le chitarre dipinte che facevo in quel periodo e che venivano usate per servizi vari. Quello era il mio portfolio ma e’ stato abbastanza per essere ammessa. Destino!

Ad un certo punto avrai dovuto decidere, il settore artistico si divide in più campi, e arriva il momento di scegliere a quale specializzazione dedicarsi, come hai operato questa scelta? ci sei “capitata” o hai fatto una scelta razionale, a tavolino? Cosa ha influito sulla tua scelta artistica, sei stata spinta in famiglia?

La scuola d’animazione era un corso serale, cosa che mi ha permesso di frequentare entrambi I corsi allo stesso momento. Sono stati tre anni molto impegnativi ma ne valeva sicuramente la pena. Già dal primo anno avevo le idee chiare. Avrei finito entrambi i corsi ma era chiarissimo per me quale sarebbe stata la mia strada. Per un ragazzo o una ragazza che inizia, anche se ha idee chiare, ha bisogno del supporto famigliare. E’ una cosa fondamentale che la famiglia sostenga e incentivi le scelte di un giovane. E’ un momento chiave nella vita di una persona. Sono decisioni che condizionano non solo la vita lavorativa di un individuo, ma anche il suo futuro. Essere sostenuto in quello che si decide di fare con la propria passione e’ il più grande regalo che si possa avere dalla propria famiglia. Sono stata molto fortunata in questo visto che mia mamma e’ lei stessa pittrice; mi ha sempre aiutata, difesa e motivata nelle mie scelte. Gli ostacoli erano presenti ma lei si e’ sempre impegnata per tenerli a dovuta distanza.

https://www.youtube.com/watch?v=rXx4DRXl-Qg

Arte “classica” versus “arte digitale”, utilizzi soft 3D, pensi che il 3D sia uno strumento al servizio dell’ arte classica o lo consideri proprio una forma d’arte a se stante. Parti sempre da matita e foglio per creare?

Considero il disegno come le fondamenta di una casa. Quando devo pensare, pianificare una sequenza, carta e matita sono indispensabili per me. Indipendentemente, che si parli di animazione o storyboard, la prima idea, i primi schizzi, li faccio a matita. Ci sono vari modi di sviluppare un’idea prima di passare ai fatti e mettersi ad animare con maya o qualsiasi degli altri software o Photoshop; nel mio caso, per iniziare una sequenza di storyboard. Penso che un’artista con una forte base classica possa anche lavorare solamente al computer ma il fatto di avere quell’occhio, quel tocco, quella sensibilità che ha acquisito con il disegno o la scultura,  lo renda speciale e con una marcia in più rispetto ad altri che non hanno avuto la fortuna o il talento di formarsi in tale maniera.Non mi piace categorizzare e inscatolare forme artistiche, che siano classiche o non. Penso che non ci sia ormai nessun limite per poter creare immagini virtuali che siano altrettanto potenti di quelle a cui siamo stati abituati a vedere prima dell’arrivo del digitale. Sta all’artista rompere tutte le barriere e creare, qualsiasi sia la sua tecnica, immagini indimenticabili.

Sicuramente avrai risposto a questa domanda tante volte, e ci scusiamo di tale ridondanza. Parliamo dei MINIONS! Hai lavorato su quello che a nostro avviso (e non solo nostro!), è l’innovazione stilistica meglio riuscita di questi anni. I minions sono “differenti” sono esplosivi, si discostano da qualsiasi canone visto sugli schermi recentemente. La loro gestualità, il timing incredibile nelle loro gag, è NOVITA’. COME ci siete riusciti?

I Minions sono sicuramente uno dei personaggi vincenti degli ultimi anni, sia dal punto di vista artistico che da quello  economico. Ho lavorato come story artist sul film e quindi non sono stata parte del design dei personaggi. Il segreto del loro successo secondo me e’ che sono riusciti a trovare una formula vincente con un personaggio che piace sia ai piccoli che agli adulti. I minions rappresentano l’innocenza, l’allegria, la spensieratezza e la spavalderia tipica dei piccoli ma in fondo sono tutte qualita’ che anche un adulto ammira e apprezza e forse sotto sotto rimpiange. I film di Illumination hanno successo perchè riescono a creare delle storie nella storia che verranno seguite solo dai grandi. I momenti con i Beatles o alla conquista della luna sono gags che solo un’adulto può apprezzare. E’ un modo per rendere la visione  speciale anche ai piu’ grandi e quindi i genitori escono dal cinema felici non solo perchè i bimbi si sono divertiti ma anche perche’ loro stessi si sono goduti. Questa e’ secondo me la formula vincente per sopravvivere in un mercato molto competitivo come quello dell’animazione commerciale di oggi giorno.

 

Collegandoci alla precedente domanda, in molti lungometraggi vediamo una certa ridondanza nel rigging e nelle animazioni odierne. A volte sembra che le stesse chiavi siano state copia/incollate su un altro film. Come pensi che siano formati oggi i giovani animatori, in maniera adeguata?

Mai come oggi si ha a disposizione un’infinita’ di possibilità per diventare un’ eccellente professionista del mondo dell’animazione. .Ormai con le scuole online la possibilità di imparare e’ a disposizione di tutti rispetto a quando ho iniziato io. Solo per citarne alcune, animationmentor.com, ianimate.net, animschool.com e ovviamente la prima scuola italiana di animazione di Filippo Dattola, squashnstretch.net. Il problema non sono le scuole, il metodo d’insegnamento o l’impegno o talento dei ragazzi. Ci sono un infinita’ di bravissimi  modellatori, riggers, animatori e artisti VFX italiani sul mercato. Il problema della qualità dell’animazione italiana e dell’Italia  in generale e’ di non voler pagare adeguatamente e rispettare il lavoro dei bravi artisti e degli Studi che cercano di sopravvivere in un Paese che non li sostiene per niente.Questa situazione non lascia altra possibilità al talento italiano se non andarsene.  L’animazione richiede tempo, quindi denaro, per ottenere ottimi risultati. Anche il miglior chef del mondo non potrà mai fare un brasato meraviglioso in 5 minuti. Non si puo’, non esiste, non si possono prendere scorciatoie se si parla di alta cucina. E’ la stessa cosa con l’animazione di alta qualità. Si, si possono sicuramente pianificare le cose per eliminare al massimo i problemi non sprecando risorse su cose inutili e concentrandole invece tutte sulla vera e propria produzione. Ci sono infiniti modi di pianificare in modo intelligente una produzione ma non si può, non si deve economizzare sui tempi che necessitano per fare animazione ad alto livello. Per rispondere alla domanda direttamente, concordo appieno, ed e’ triste vedere tanto denaro e tempo sprecato per fare produzioni pessime. I dirigenti a capo di grosse aziende italiane, che non stanno tanto a badare alla qualità, dovrebbero cercare di vedere al di la’ , al ritorno a breve termine.Ormai sono andata via dall’Italia da tanto tempo, ma spesso mi viene ricordato da amici e colleghi che la situazione e’ sempre la stessa e anzi che le cose sono peggiorate da quando sono partita dall’Italia. Come a suo tempo mi e’ stato suggerito, a tutti quelli che mi chiedono consigli dico di andarsene. Se vuoi lavorare a produzioni di alto livello devi andartene all’estero, Inghilterra, Francia, Spagna, Canada, Stati Uniti per citare i Paesi occidentali con la maggior parte di produzioni per questo settore. Al momento non c’e’ alternativa. Una triste realta’.

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Già sicuramente molto triste! Arriviamo a MILA, la tua ultima creazione, che hai di recente presentato ai Cinecittà Studios, come è nato MILA? e come è stata l’esperienza romana, il pubblico ha risposto come ti aspettavi?

Mila e’ un cortometraggio di 9 minuti ispirato da racconti di mia mamma che era una bimba nel mezzo dei bombardamenti della seconda Guerra mondiale a Trento. Questa non è una storia di Guerra con soldati, generali o piani di battaglia, è una storia che racconta la sofferenza raramente menzionata dei civili e in particolare dei bambini.Il team di Mila e’ composto da più di 250 artisti di più di 25 paesi che contribuiscono volontariamente alla produzione. E’ da molto tempo che volevo lavorare ad un mio film e in particolare a un film che parlasse di bambini nel mezzo di conflitti. Nel 2010 ho finalmente avuto la possibilità di iniziare per farlo diventare una realtà.In Aprile ho presentato un “dietro le quinte”a Cinecittà con l’intenzione di trovare nuovi sponsors per aiutare con i costi di produzione. La presentazione ha avuto molto successo e sono stata contenta di vedere che tutti aspettano con impazienza di vedere Mila sul grande schermo. Purtroppo pero’ l’Italia non e’ un Paese che sostiene facilmente iniziative di questo tipo. Gli unici sponsors che hanno contribuito con dei finanziamenti sono stati la Trentino Film Commission e la Fondazione Cassa Rurale di Trento. Spero che altri Enti o Fondazioni italiane si aggreghino per aiutarci nell’ultimo anno di produzione. Abbiamo anche molti altri sponsors che ci sostengono con softwares e ore lavoro. L’esperienza a Roma e’ stata veramente bellissima e non vedo l’ora di ritornare e presentare il film terminato. La nostra intenzione e’ di mandarlo a molti Festival internazionali dell’animazione quindi immagino che passero’ anche dall’Italia per qualche Festival nazionale.

Cosa è per te essere una regista? E’ come un musicista che diventa direttore di orchestra, Pensi che sia la “posizione migliore” per poter esprimere la tua creatività,  senza alcun vincolo?

E’ una bella domanda. L’esperienza di regista su Mila e’ un’esperienza che mi arricchisce tantissimo dandomi la possibilità di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno. Il ruolo di regista e’ molto delicato ed importante in una produzione. Essere un buon regista significa essere una persona equilibrata, generosa ma forte allo stesso momento. Un regista non e’ quello in carica del destino del film e del suo team, anzi, un buon regista si deve saper circondare dei giusti collaboratori lasciandoli lavorare con libertà pur mantenendo il controllo sul risultato finale del film.Un buon regista e’ sempre pronto ad ascoltare, a valutare soluzioni ed idee dei propri colleghi, a saper scegliere quando dover accettare dei compromessi e quando imporre la propria visione. Bisogna pero’ specificare che un regista di film personali o indipendenti e’ avvantaggiato in questo caso rispetto a un regista di grandi produzioni dove oltre alle difficoltà tecniche ed economiche che esistono su qualsiasi produzione si aggiungono anche le ramificazioni politiche che inevitabilmente influenzano, purtroppo non sempre nel modo migliore, l’esperienza e il risultato finale del film.Ho molta esperienza, essendo stata animatore e story artist in vari grandi Studi d’animazione  e ho visto con i miei occhi come le produzioni sono gestite e quale siano la pressione e i compromessi che un regista di lungometraggi commerciali deve sopportare. Il regista indipendente deve invece fronteggiare, come sto facendo io ogni giorno, le difficoltà di mandare avanti una produzione senza un vero e proprio budget.Non posso definire l’essere regista la posizione migliore in modo assoluto. Ci sono talmente tanti varianti che possono influenzare in un modo o nell’altro la vita lavorativa di una persona a capo di una produzione.  Non esistono produzioni senza vincoli, sopratutto su grosse produzioni con budget che orbitano in giro ai 100 Milioni di dollari. Per me essere regista su Mila e’ la posizione migliore che posso desiderare; se in un futuro avrò la possibilità di lavorare ad un bel film come regista, con un bel team, un budget equo e dei produttori ed executives che sanno lavorare con il team creativo allora si, potrò dire che essere regista di un lungometraggio e’ la migliore posizione che posso desiderare.

Ti piacerebbe essere  una regista “classica” che film avresti diretto volentieri nel firmamento hollywoodiano e non?

Tanti! Tantissimi!! The Godfather, The Apartment, Pulp Fiction, The Shawshank Redemption, Forest Gump, The silence of the lambs, Braveheart, Schindler’s list, It’s a wonderful life, Mediterraneo, E.T., Amadeus, Pane e Tulipani, The Untachables, Dance with the Wolves, Leon, Il Buono il brutto e il cattivo, Tootsie…. E tanti tanti altri.

Oddio il regista di The Godfather che bello!! 😉 Credi nell’auto formazione? O pensi che sia necessaria una scuola di livello per raggiungere vette professionali?

La scuola e’ importante ma se fatta bene, se i corsi sono giustamente preparati ed insegnati dalle persone giuste. Ho visto molti corsi che mi sembravano più una perdita di tempo. E’ fondamentale saper scegliere la scuola giusta ed essere fortunati nel trovare gli insegnanti giusti, persone che hanno avuto esperienza lavorative nel mondo dell’animazione o di qualsiasi altra disciplina. Molte volte ci sono persone che insegnano molta teoria ma una volta che si passa alla pratica le cose possono essere parecchio diverse.Penso che,una volta avuta una buona impostazione, con la forza di volontà tutto sia possibile. Ho studiato 3 anni e ho lavorato come animatore per 18 e poi sono passata a fare storyboards studiando per conto mio da libri e internet che permette di imparare praticamente di tutto scegliendo con precisione quello a cui si e’ interessati.

Licenziamenti in Canada, vari problemi economici negli States, come è l’industria oltreoceano? Hai notato una certa flessione o sempre a gonfie vele?

Le cose sono cambiate molto da quando sono arrivata a Los Angeles nel 1997. C’è molta meno stabilita’ di allora e la competizione con l’arrivo del computer e’ molto molto più alta. All’epoca era difficile trovare bravi animatori tradizionali, oggi giorno, con l’arrivo di tutte le scuole online e con i computer che ormai sono potentissimi anche da casa qualsiasi persona con un minimo senso dell’osservazione e con determinazione puo’ diventare un discreto animatore. E questo e’ vero non solo per l’animazione ma anche per tutti gli altri dipartimenti.Al giorno d’oggi ci sono più possibilità di lavoro perchè si può lavorare anche a distanza, come faccio io con Illumination, ma la competizione e’ molto piu’ alta. Il mio consiglio e’ di non specializzarsi solo su una cosa ma di saperne fare bene almeno due.

Recentemente ha visto la luce da produzione totalmente italiana GLADIATORI DI ROMA. Alcuni lo hanno bocciato totalmente, i più moderati e comprensivi hanno detto che nonostante le lacune, il lavoro costituisce comunque una prima base positiva. Cosa ne pensi e pensi che l’industria italiana possa ritagliarsi un ruolo nelle produzioni 3D mondiali da cosa dovrebbe partire per farlo?

Al momento non penso che l’Industria italiana possa ritagliarsi un ruolo a livello mondiale, premesso che si parli di animazione di alta qualità. Guardando produzioni italiane recenti mi sembra sempre che l’Italia sia un giro indietro, non un passo indietro, sia dal  punto di vista tecnico che di storytelling.

Non si potrebbe affermare in contrario nemmeno con estremo impegno. :) Hai creato fino ad ora una carriera ad altissimi livelli, e a giusto merito, il talento va sempre premiato. Mai visto, usato o trovato in una pipeline lavorativa Blender?Ho passato la maggior parte della mia carriera in grandi Studi usando maya o software scritti dagli stessi studi. Non ho purtroppo mai avuto l’occasione di usare Blender.

Nella tua carriera, quale personaggio ti ha più ispirato, ti ha aiutata a crescere come artista?

Durante il mio primo anno di animazione abbiamo studiato molto Beauty and the Beast che era uscito in quel periodo. E’ sicuramente un film che mi ha dato molto.  L’ho studiato e ristudiato fotogramma a fotogramma e ho imparato molte cose con la versione pencil test che era stata fatta per quel film. Nella mia carriera lavorativa ho poi conosciuto tantissimi animatori che a primo tempo sembravano irraggiungibili, Glen Keane, Andreas Dejas, James Baxter, con il quale ho lavorato su Spirit. Ci sono tantissimi film animati incredibili che sono stati fatti negli ultimi 60 anni.Un altro artista, direi mitico, e’ Miazaky. I suoi film mi incantano, sono straordinari e rispetto tantissimo il suo lavoro e il suo modo unico di raccontare storie bellissime. Lui mi sembra uno spirito piu’ libero rispetto a tanti suoi colleghi di grandi Studi occidentali che spesso si ritrovano incastrati a raccontare storie con una struttura prefissata. Penso che sia uno storyteller invidiato da tanti.

Un grandissimo mito Miazaky! Chiudiamo con la più classica e immancabile delle domande. Progetti futuri! vedremo qualcosa di tuo a breve sugli schermi? Stai pensando ormai da regista nel dedicarti totalmente a questo diventando totalmente “indipendente” dai grandi studios?

Ho sempre molti progetti in testa e idee che a volte desidererei si potessero realizzare con tempistiche piu’ veloci, ma l’animazione, come detto prima, e’ una tecnica che richiede tantissimo tempo. Ho un paio di idee per due cortometraggi e un’idea per un lungo metraggio che vorrei presentare a vari Studi di animazione a Los Angeles nel corso del prossimo anno.
A parte Mila, che uscira’ l’anno prossimo, nel 2017 uscira’ un film di Illumination Entertainment sul quale sto lavorando come story artist ma di cui non posso dire niente, nemmeno il titolo.
Penso che potendo scegliere mi piacerebbe continuare a lavorare sia nei grandi Studi, e non escludo anche come regista una volta finito Mila, sia come regista di film indipendenti. L’animazione e’ molto costosa quindi sognare di essere totalmente indipendenti potrebbe diventare una realta’, ma potrebbe essere anche un sogno che non si avverera’ mai. Penso che la cosa migliore al giorno d’oggi sia essere conosciuti e continuare a lavorare sia per i grandi Studi sia per le produzioni minori. Entrambe le situazioni arricchiscono e penso aiutino ad essere sempre realisti sulla situazione del mondo dell’animazione in cui si lavora.

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Grazie Cinzia!Speriamo che in questa intervista, giovani appassionati, siano riusciti a cogliere la stessa passione che abbiamo colto noi nelle sue parole.
Fare quello che piace nella vita è sicuramente difficile, ma come Cinzia ci dice in queste parole ma sopratutto nei fatti, NULLA è impossibile se si è armati di PASSIONE, CORAGGIO, E VOGLIA DI FARE.
Parafrasando ben più note parole vi diciamo: ” Siate cocciuti, siate coraggiosi” 😉 se veramente volete stare in questo business, sapete cosa fare, bene FATELO e finchè siete giovani!Approfittiamo di questa per salutare Cinzia, ringraziarla per la sua splendida disponibilità, e augurare a lei e tutta la sua famiglia un Natale di serenità e un 2016 ricco di salute e fortuna.

Aspettando l’uscita di MILA, il suo nuovo corto indipendente, seguire online il lavoro di Cinzia tramite i link postati sopra la produzione, è un obbligo! 😉 Siamo sicuri che ne varrà la pena! Grazie per averci letto e felice Natale a tutti.

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