Rispondi a: Esercizio – Robot – struttura

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Pitoff®
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MODELLAZIONE 2

Proseguo con il terminare il movimento in z realizzando le staffe di sostegno per collegare il pezzo al giunto del movimento in x.
Questa parte risulta più complicata per via della necessità di collegarla ad una base più ampia che supporti la rotazione in z dell’intero bacino (o del torso).
Ho scelto una struttura che mi permettesse di fornire una presa ad un ipotetico operatore umano e che si saldasse in più punti alla base.
È stata un’operazione piuttosto utile per capire come affrontare la struttura del bacino.


Realizzato il “piatto” del movimento in z, ho provveduto a creare il perno centrale del bacino (rotazione y).
Come avevo anticipato nella parte del “concept” l’idea è quella di tenere fissi i tre fulcri (centrale + i due laterali delle anche che possono muoversi in modo indipendente e/o solidale al centrale) e di realizzare un traliccio asimmetrico per tenerli insieme.
Quindi posizionati i due elementi laterali (i giunti delle anche) e avendo scelto un’accorta suddivisione dei cilindri, ho proceduto a suddividere le geometrie per prepararle alle estrusioni, quindi ho saldato i vertici avendo cura di selezionare i riferimenti corretti dell’operazione.
Sembra un lavoro lungo e complicato, ma non lo è, forse è solo un po’ monotono.
Il risultato mi sembra apprezzabile (anche dal punto di vista geometrico), forse non del tutto preciso ma non potendo operare riflessioni (è asimmetrico), le azioni sono state analoghe a quelle iniziali del torace, ma con più malizia (l’esperienza servirà pur a qualcosa) e maggiore padronanza e controllo.




Seguono le visualizzazione del bacino più definite, giusto per avere un’idea più precisa della resa.
(questa cosa è molto utile).


Considerazioni: capisco come ci si possa innamorare di questo modellatore, e anche l’interfaccia è sorprendentemente funzionale e versatile (a prima vista sembra incredibile).
Anche ad un neofita come me permette di operare in modo piuttosto disinvolto e preciso.
Devo lavorare per arrivare all’automatismo nell’uso degli shortcuts, ma credo sia solo questione di tempo.
Altro aspetto riguarda l’importanza di avere una traccia ben definita del progetto: il fatto di poter sperimentare soluzioni differenti avendo ben chiaro il risultato da ottenere mi ha risparmiato un sacco di tempo, permettendomi di porre maggior attenzione alle operazioni che stavo svolgendo.
Bene, siamo arrivati agli arti… mancano giusto le anche e gli attacchi “in testa” delle gambe ed il movimento delle spalle.
Ci rivediamo al prossimo post.
Ciao.