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    Installare Blender 2.78 versione Portable

    A cura di Riccardo Giovanetti (Harvester)

    Da quando ho scoperto Blender ho apprezzato la possibilità di utilizzarlo senza bisogno di effettuare alcuna installazione bensì semplicemente scompattando il contenuto di un file compresso e nulla più. Beh, non è del tutto esatto in quanto per ottenere una configurazione auto sufficiente è necessario tenere conto di alcuni elementi ed apportare qualche modifica ad un file specifico.

    Comunque, andiamo per gradi.

    Il sistema operativo sul mio notebook è Windows 7 Professional 64bit pertanto questa guida si riferisce a questo ambiente. Per mia sola comodità utilizzo un programma denominato FreeCommander come File Browser dal quale ho catturato le schermate per questa guida.

    Blender è disponibile in versione compressa come file .ZIP dal sito Blender.org [Fig. 1]fig_1[Fig. 1]

    Inoltre, tutte le versioni di sviluppo sono anch’esse disponibili in un file compresso .ZIP [Fig. 2]

    [Fig. 2]

    Blender si può installare in due modi:

    1. tramite installer come qualsiasi altro programma per Windows, oppure

    2. come versione “portable” in formato compresso comprensiva di tutti i moduli necessari a Blender per funzionare anche da una semplice chiavetta USB.

    Usando il pacchetto di installazione (.MSI) verrà creata una cartella nella directory C:\Program Files o C:\Program Files (X86) a secondo che si tratti di una versione a 64 o 32 bit rispettivamente.

    La struttura delle cartelle ed il loro contenuto è la stessa sia nella versione “installabile” che in quella “portable”.

    Una volta scaricata la versione compressa (.ZIP) di Blender preferisco creare una cartella ad-hoc (in questo caso in D:\Blender_2.78_stable) nella quale scompattarne il contenuto (ma potete anche scompattare e rinominare successivamente la cartella creata in questo modo, o mantenerne il nome originale). [Fig. 3]

    [Fig. 3]

     

    [Fig. 4]

     

    [Fig. 5]

    Avviamo Blender [Fig. 6] facendo doppio click sull’eseguibile blender.exe:

    [Fig. 6]

    Quindi salviamo il file di avvio (File | Save Startup File) [Fig. 7]

    [Fig. 7]

    e successivamente aprendo le User Preferences (File | User Preferences) salviamo anche queste premendo sul pulsante in basso “Save User Settings” [Fig. 8]:

    [Fig. 8]

    Blender crea una cartella nelle impostazioni locali dell’utente corrente (per esempio C:\Users\[NOME UTENTE]\AppData\Roaming\Blender Foundation\Blender\2.78) [Fig. 9] e salverà il file di startup o avvio, le preferenze impostate dall’utente, la lista dei Bookmarks ed altri eventuali ulteriori file nella sottocartella ..\2.78\config [Fig. 10]. Altre cartelle come \scripts e relative sotto cartelle possono o meno venire create a secondo delle necessità, degli add-on attivi e/o delle preferenze dell’utente.

    [Fig. 9]

     

     

    [Fig. 10]

    Se all’avvio Blender rileva la presenza di dati in queste cartelle essi verranno letti e considerati solo se gli stessi dati non sono già presenti nella cartella di installazione del programma (nel nostro caso in D:\Blender_2.78_stable\2.78\config) poichè questi ultimi hanno la precedenza sulle impostazioni locali dell’utente.

    Noterete che il pacchetto di installazione compresso ha creato tre sotto-cartelle nella directory \2.78: \datafiles, \python e \scripts. [Fig. 10] Entriamo nella cartella \scripts: [Fig. 11]

    [Fig. 11]

    Fino alla versione 2.73, nella cartella \scripts erano presenti tre distinte cartelle per gli add-on:

    1. \addons è una replica esatta del repository online git://git.blender.org/blender-addons.git ed il contenuto è incluso nei pacchetti di installazione, trattandosi degli add-on supportati ufficialmente dalla Blender Foundation;

    2. \addons_contrib replica il contenuto del repository git://git.blender.org/blender-addons-contrib.git e contiene add-on creati dagli utenti e non distribuiti ufficialmente;

    3. \addons_extern era usata per tutti gli altri add-on (es. Luxrender, YafaRay, Mitsuba, o qualunque altro add-on non ufficialmente supportato).

    In questo modo era possibile gestire, a mio parere in modo efficiente ed ordinato, tutti i propri add-on separatamente da quelli ufficiali.

    Noterete che la cartella \addons_contrib è vuota poiché le versioni ufficiali non includono questi add-on che possiamo ottenere dal repository GIT oppure scaricando una versione di sviluppo. Per scelta personale preferisco sincronizzarne il contenuto con il repository online, quindi copio tutti questi add-on dentro la cartella \addons_contrib. [Fig. 12]

    [Fig. 12]

    Come dicevo, gli sviluppatori hanno disabilitato la terza cartella e l’utente può ora copiare i propri add-on nella cartella

    C:\Users\[Nome Utente]\AppData\Roaming\Blender Foundation\Blender\2.78\scripts\addons

    avendo cura di inserire il percorso

    C:\Users\[Nome Utente]\AppData\Roaming\Blender Foundation\Blender\2.78\scripts

    nel campo Files | Scripts delle User Preferences. [Fig. 13]

    [Fig. 13]

    Questa soluzione però dipende sempre dalle impostazioni locali dell’utente e non rende del tutto “autonoma” l’installazione Portable.

    Dopo qualche ricerca ed esperimento ho capito che potevo ripristinare il riconoscimento e l’uso della cartella \addons_extern in Blender modificando un singolo file:

    ..\2.78\scripts\modules\addon_utils.py

    Al fine di poter riconfigurare nella maniera più veloce possibile una qualsiasi versione portable o di sviluppo scaricata, ho creato in una cartella apposita (..\Blender_Custom_Data) la struttura ad albero che inizia con la cartella \2.78 al cui interno sono presenti alcune cartelle speciali necessarie per il completamento della personalizzazione di questo tipo di “installazione” (Fig. 14):

    • \autosave

    • \cache

    • \config

    • \scripts

    • \temp

    [Fig. 14]

    All’interno della directory \scripts ho aggiunto le seguenti cartelle: [Fig. 15]

    • \addons_extern (contiene gli add-on non inclusi nelle cartelle \addons e \addons_contrib)

    • \modules (contiene il file addon_utils.py modificato)

    • \presets (contiene impostazioni personalizzate)

    [Fig. 15]

    Prima di procedere oltre consiglio di rinominare il file addon_utils.py (in questo caso ho semplicemente aggiungo alla fine .bak) o salvarlo da qualche parte (in realtà non è strettamente necessario visto che possiamo estrarlo dal file compresso scaricato inizialmente). [Fig. 16]

    [Fig. 16]

    Confrontando il file originale (a sinistra) con quello che ho modificato (a destra) all’interno del programma Notepad++ si nota il codice che ho ripristinato in due punti per includere anche la cartella \addons_extern tra quelle riconosciute da Blender. [Fig. 17, 18]

    [Fig. 17]

     

     

    [Fig. 18]

    Ora non resta che copiare la cartella \2.78 con tutto ciò che contiene nella directory dove abbiamo scompattato Blender Portable: [Fig. 19]

    [Fig. 19]

    E questo è il risultato al termine dell’operazione (pannello a sinistra): [Figg. 20, 21, 22]

    [Fig. 20]

     

     

    [Fig. 21]

    [Fig. 22]

    Abbiamo quasi finito, mancano ancora solo due passi.

    Per prima cosa dobbiamo impostare correttamente la cartella temporanea in Blender, quindi avviamolo ed entriamo nella sezione File delle User Preferences. [Fig. 23]

    [Fig. 23]

    Al momento Blender usa la cartella temporanea dell’utente corrente, quindi premiamo sull’icona della cartellina alla destra per entrare nel File Browser e navighiamo fino alla cartella \temp nella nostra installazione Portable: [Fig. 24]

    [Fig. 24]

    Facciamo attenzione affinché Blender utilizzi il percorso assoluto e non quello relativo togliendo eventualmente la spunta dalla casella alla nostra sinistra denominata Relative Path.

    Salviamo le impostazioni premendo sul pulsante Save User Settings. [Fig. 25]

    [Fig. 25]

    Per fare la “prova del nove” chiudiamo e riavviamo Blender, quindi salviamo da qualche parte (il desktop va bene) le informazioni di sistema dal menu Help | Save System Info [Fig. 26]

    [Fig. 26]

    ed apriamo questo file (nell’esempio qui sotto l’ho aperto nell’editor di testo di Blender). [Fig. 27]

    [Fig. 27]

    Notate che Blender ora opera totalmente all’interno della cartella in cui lo abbiamo scompattato e personalizzato. Abbiamo finito salvo configurare Windows perché apra i file .blend con questa versione di Blender. Per farlo aprite il prompt dei comandi di Windows in modalità Amministratore se volete applicare questo a tutti i profili utente sul vostro PC/Notebook, quindi spostatevi all’interno della cartella dove si trova l’eseguibile di blender e digitate il comando:

    blender.exe -R

    [Fig. 28]

    Congratulazioni! Avete creato la vostra copia di Blender auto sufficiente, in un ambiente “chiuso” e personalizzata in base alle vostre preferenze.

    D’ora in poi se scaricate una versione di sviluppo (tenete presente che gli add-on in \addons_contrib saranno già inclusi) dovrete soltanto copiare all’interno della cartella scompattata la struttura ad albero con le vostre personalizzazioni a partire dalla cartella \2.78 come mostrato precedentemente e sarete subito operativi.

    #533575

    Harvester
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    Questa guida in formato PDF ed il file addon_utils.py sono disponibili in questa discussione: https://www.blender.it/forums/topic/installare-blender-versione-portable/

    #580663

    Luciano Ibi
    Partecipante
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    Tutto questo vale anche per Blender 2.8 vero? Grazie 😊

    #580664

    Harvester
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    Si. Va modificato opportunamente il file addon_utils.py per includere la cartella addons_extern.

    #580700

    Luciano Ibi
    Partecipante
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    Grazie…provo…speriamo di non fare danni 😉

    #580706

    Harvester
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    Ho caricato il file addon_utils.py per la versione 2.8 Alpha 2 in questa discussione.

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