Blender Italia forums Dicussioni generali, News, Presentazioni News Universo 3d Le lezioni online di Ryan Kingslien

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  • Bernardo
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    @sdados
    #17100

    Ciao ragazzi! volevo segnalarvi che è uscita su vimeo la prima lezione online del suddetto prof di scultura digitale. Io a suo tempo l'ho seguita ed è stata davvero molto interessante. Di lezione pratica c'è stato poco, ma ha detto un sacco di cose interessanti!

    Vimeo: http://vimeo.com/28949284

    Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=VEiBYgBmhH0

    Pare ce ne saranno altre e vi consiglio se potete di iscrivervi! (fin'ora era gratis :D )

    Qui invece c'è uno sneak peack su una feature di zbrush 4 r2

    http://www.zbrushcentral.com/showthread.php?t=160240

    Anonimo
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    #193910

    e lo metti in off topic ?

    questo merita universo 3d!

    sposto

    me la sparo subito poi edito per impressioni varie

    Bernardo
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    @sdados
    #193911

    ehehhe hai ragione mi è venuto il dubbio dopo averlo postato :oops:

    sparatelo sparatelo ;)

    Anfeo
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    @anfeo
    #193912

    è molto teorico, cioè parla troppo e con il mio non inglese non ci capisco molto. Sento proprio di perdermi delle parti essenziali.


    Bernardo
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    @sdados
    #193913

    Dal punto di vista prettamente tecnico in sostanza non dice nulla. Tutto il succo della questione è quello che se vuoi fare quelle cose devi conoscere l'anatomia come le tue tasche, punto.

    Molto interessanti sono dei libri che consiglia di leggere, non tanto quelli per l'anatomia che ce ne sono tanti, quando uno per gli artisti in senso lato, per aiutarli a battere la “resistenza”, che potremmo chiamare anche procrastinazione. E' una situazione in cui personalmente mi sono ritrovato, e il libro è stato davvero molto interessante.

    Si chiama “The war of art” di Steven Pressfield.

    Altra interessante segnalazione sono le SETT (qualche acronimo con dentro espressioni facciali :D ) di Paul Eckmann, uno psicologo che fa corsi per interpretare le espressioni facciali. Dice che tornino molto utili anche agli artisti che le facce le scolpiscono :)

    Anfeo
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    @anfeo
    #193914

    Spiega un po' sta cosa della resistenza, che è uno dei punti che ho capito a tacche. Parlava di differenza tra Amatoriale e Professionale. Per resistenza intendeva il fatto di scolpire/disegnare per tanto tempo? Un po' quella che si acquista con lo studio nei licei classici?

    Mi sa che quei libri li prendo entrambi. Devo fare un bell'ordine di manuali e li metto in lista.


    Bernardo
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    @sdados
    #193915

    scusa anfeo non avevo visto il messaggio! :oops:

    Detto in parole povere la resistenza è tutto ciò che ti impedisce di metterti a fare il tuo lavoro.

    Non sono cose “reali” ma solamente scuse che ti crei per evitare di fare qualcosa. Gli artisti a detta dell'autore, hanno molte resistenze, probabilmente perchè l'unico vero tuo “boss” sei te stesso… se non ti bacchetti da solo, nessuno lo fa.

    Più senti una resistenza a fare qualcosa, e più vuol dire che quella cosa è quella che devi fare, che è più importante per te.

    La cosa buffa è che quando ti siedi e ti metti a fare il tuo lavoro, poi ti piace, e molto. Ma il difficile è mettersi a sedere, e farlo.

    La differenza tra amatoriale e professionale sta li. Il professionista tutti i giorni si alza, si mette li, e fa il suo lavoro “no matter what”.

    Questo detto un pò “terra terra”… il libro comunque è molto interessante. Io l'ho letto in inglese… non so se c'è anche la traduzione in italiano.

    Anfeo
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    @anfeo
    #193916

    Capisco benissimo. Io di fatti quando sono a casa non riesco mai a concludere niente. Poi mi porto il PC in pizzeria al pomeriggio, sono da solo, tranquillo e senza internet e sforno di tutto.

    Questo per i lavori personali. Quando invece sono su scadenza (concorsi e lavoretti vari), mi ci butto in ogni minuto di tempo libero.

    In un manuale di scrittura l'autore diceva che a volte bastano anche 10 minuti tra un impegno e un altro per scrivere qualcosa, l'importante è scrivere qualcosa.


    Bernardo
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    @sdados
    #193917

    Si è una cosa con cui penso combattiamo tutti. Però conoscerne l'esistenza (della resistenza) è importantissimo, perchè ti permette di combatterla meglio.

    Comunque un'altra differenza tra un professionista è un amatore è anche quella degli impegni. E questa direi che è abbastanza scontata… se sei un professionista il tuo impegno è fare il tuo lavoro, grafica, scrivere, disegnare… quello che è. Fare le cose tra un impegno e l'altro non è da professionisti… Non mi fraintendere eh, non sto dicendo che è qualcosa di male o sbagliato… è quello che c'è scritto nel libro.

    Comunque in effetti torna… se si vuole fare qualcosa prima o poi bisogna buttarcisi a tempo pieno. E se sai che è quello che vuoi fare, meglio prima che poi

    Anfeo
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    @anfeo
    #193918

    La cosa dei 10 minuti tra un impegno e un altro era cmq legata al concetto dell'Ispirazione. Del tipo che non c'è bisogno di prendermi mezza giornata per forza per potersi mettere davanti al PC e produrre qualcosa, alle volte bastano anche solo 10 minuti, ma ben spesi. Ma forse alla fine non centra neanche con il discorso della resistenza :D.

    Però non dimentichiamoci che qua giusto una manciata di persone lo fa a tempo pieno.

    Per quelli Amatoriali che vogliono avvicinarsi al Professionale, uno dei primi passi è quello di creare uno spazio che sia solo di lavoro e basta.


    Bernardo
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    @sdados
    #193919

    certo l'avere una buona ispirazione o fare qualcosa di buono non è necessariamente legato al tempo che ci spendi… a seconda di cosa, 10 minuti ben spesi fanno miracoli :D

    Per il fatto dell'attività  a tempo pieno facevo un discorso in generale… ci mancherebbe che se qualcuno vuole fare qualcosa per semplice passione lo deve fare per forza a tempo pieno! :)

    Anonimo
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    #193920

    Avevo capito bene, parla anche di resistenze e di scuse che la persona trova per non fare il lavoro.

    Sto lavorando sta uscendo qualcosa di buono ma sono a inizi carriera, scatta la paura di rovinare il lavoro e quando ci si siede quasi si trovano scuse per lasciarlo li.

    Ha detto molte cose in cui mi sono rispecchiato.

    Anche internet è lama a doppio tagli oda una parte ti aiuta, dall'altra vai un attimo in rete per cercare qualcosa e finisce che è passata un ora e stai guardando tutt'altro, alla fine butta la giornata senza concluedere nulla.

    avevo letto in merito tempo fa, difatti ora quando faccio qualcosa prendo TUTTO quello che mi serve prima di cominciare, ref, tutorial di cose che devo fare, decido il workflow mi informo prima sulle tecniche che non conosco una votla finito spengo internet e decido di stare seduto 2 ore solo dopo ritorno in rete.

    Altrimenti non si conclude nulla.

    Bernardo
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    @sdados
    #193921

    esatto è una cosa del genere gikkio… Nel libro comunque ti fa vedere delle forme veramente subdole sotto le quali si manifesta e di cui non ci si rende conto! La resistenza è micidiale!! know your enemy :D

    Anonimo
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    #193922

    E' verissimo e scattano meccanismi ASSURDI che nemmeno si pensa di stare attuando, poi quando leggi e capisci ti ritrovi in cose che hai fatto pur di non sederti .

    E' qualcosa di veramente strano….

    Io mi son trovato a inventarmi uscite serali, aprivo blender…..guardavo cosa dover fare mi alzavo e uscivo rimandando con un vago senso d'ansia.

    Cioè non è che io lo faccia per lavoro fisso o ci sia qualcosa di pensate in ballo….mah.

    Quando ho fatot delle cose per lavoro, un paio di modellazioni per piccolo studio non mi sono alzato finchè non ho finito..mah vai a capire.

    :D

    Bernardo
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    @sdados
    #193923

    io credo che il grosso problema non sia quando hai un lavoro, ma quando l'obiettivo è più “remoto”. Ovvero quando studi, quando fai un lavoro molto lungo.

    Comunque se senti molta resistenza verso il 3d gikkio… buttatici a tempo pieno… parola di Steven Pressfield :D

    Anfeo
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    @anfeo
    #193924

    Credo che la resistenza maggiore sia la mancanza di previsualizzazione.

    CI buttiamo in certi lavori senza sapere come voglia la scena finale. Dove vogliamo andare a parare.

    Altre volte la scena che abbiamo in mente non riusciamo a focalizzarla.


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