– Yafaray

     

YAFARAY – GUIDA INTRODUTTIVA

Nel panorama dei motori di render da utilizzare in abbinamento a Blender, uno dei più longevi e noti è YafaRay, giunto alla release 3.1.1 beta. Si tratta di un renderer che utilizza il calcolo del processore utilizzando diversi algoritmi di definizione per l’immagine finale, è totalmente integrato in Blender e grazie al lavoro portato avanti dagli sviluppatori negli ultimi tempi, presenta nuove funzioni pensate per migliorare il flusso di lavoro.

YafaRay ( http://www.yafaray.org/ ) è un add-on per Blender, scaricate da questo indirizzo https://github.com/YafaRay/Blender-E...ag/v3.1.1-beta la cartella zip che lo contiene, scegliendo la versione per il proprio sistema operativo; scompattiamo la cartella zip e mediante trascinamento, inseriamola nella cartella add-on di Blender. Ora non resta che attivare YafaRay dalle User Preferences ed in seguito selezionarlo come motore di render, dal menù a tendina presente sull’header. Di seguito le immagini dei passaggi descritti sopra:

Siamo pronti ad utilizzare YafaRay, analizziamo come appaiono ora i tab partendo da “Render”.Qui si possono trovare i parametri di settaggio, oltre alcune funzioni condivisi con Blender e facilmente riconoscibili.

In “General Settings” troviamo parametri da settare riguardanti il numero di campionamenti per i diversi raggi utilizzati durante il calcolo del render, senza addentrarci troppo negli aspetti più tecnici, diciamo che aumentando i valori di Ray depht e Shadow depth (utilizzabile dopo aver attivato Transparent shadow, visibile più in basso) avremo immagini finali con qualità migliore. Gli altri parametri sono facilmente intuibili e comprensibili grazie anche ai suggerimenti che appaiono posizionando il puntatore del mouse sopra una specifica voce.

Nella scheda “Integrator” possiamo scegliere che tipo di calcolo Yafa deve usare e sono ben diversi tra di loro sia per resa, che per caratteristiche di algoritmo di calcolo. La scelta è possibile tra direct lighting, photon mapping, pathtracing, bidirectional, SPPM e debug; di conseguenza all’integrator scelto, apparirano al di sotto, specifici settaggi che andremo via via affinando prima di lanciare il render finale.

Nella scheda “Anti-Aliasing&Noise control” ci trovate i controlli, per prevenire lo sgranamento dell’immagine. Si può controllare l’efficacia dell’anti-aliasing, settando quanti campionamenti effettuare e alzando il numero dei passes, quante volte ripetere tale operazione. Qui se ben settati i parametri, YafaRay risulta molto veloce a ripulire la scena, sfruttando il sampling adattativo, ossia il calcolo non va a ripetersi nei successivi passes, per quei pixel dell’immagine che sono già liberi da noise.

Più sotto, troviamo un’altra scheda, frutto dello sviluppo degli ultimi mesi, dove si può intervenire sui moltiplicatori in maniera globale ed intervenire sul sampling adattativo.

Nel tab. successivo “Render Layer”, l’aspetto più interessante introdotto con le ultime release di Yafa, è la possibilità di utilizzare i render passes, molto utili in fase di post-produzione dell’immagine, la possibilità di usare delle maschere basate su oggetti e materiali, i parametri per la resa del toon shader ed il render in modalità “wireframe”.

Il tab “Scene” non presenta novità all’attivazione di Yafa, mentre “World” ci presenta la possibilità di scegliere un colore uniforme, un gradiente, sun&sky1, sun&sky2 (da usare abbinato con photon mapping) e texture per caricare immagini con estesione .hdr oppure .exr. Vediamo presente anche un campo dove inserire quanti samples devono essere calcolati per il world, una spunta qualora lo volessimo usare come IBL, per illuminare la scena e rappresentare lo sfondo nell’immagine finale. Se desideriamo invece lo sfondo trasparente, dobbiamo tornare al tab Render e mettere la spunta su Trasparent background.

Passiamo al tab “Object”dove nella parte bassa del pannello, alla voce “YafaRay Object Proprties”, possiamo decidere se la mesh selezionata dovrà emettere luce; se si deve comportare come una Portal light; Volume per effetti volumetrici.

Il tab “Material” non si presenta particolarmente complicato. Il materiale Shiny Diffuse è per materiali lucidi, per la riflessione sfumata si imposta il materiale Glossy, per il vetro c’è lo specifico Glass, Coated Glossy per materiali come la verniciatura di una carrozzeria, il Blend combina come facilmente intuibile due materiali; mediante l’utilizzo di slider si gestiscono i valori e colori RGB, mentre per utilizzare delle immagini si passa al tab “Texture”, click su New e impostare Image, avendo cura per ogni texture di associarla al diffuse per il colore diffuso, al bump se si tratta di una immagine in bianco/nero per le imperfezioni della superfice e così via, impostandone l’influenza con il relativo slider.

Ritornando al tab material, nella parte bassa sono stati introdotti nuovi parametri come, ad esempio, la possibilità di escludere le ombre, oppure settare la maschera per il materiale, utilizzabile in post-produzione.

Selezionando una sorgente luminosa nella 3d view, nel tab “Object Data” possiamo scegliere di che tipo di lampada si tratta, oltre alle classiche lampade, vediamo presente la voce IES dove possiamo associare un file fotometrico per riprodurre in maniera esatta la distribuzione luminosa di apparecchi in commercio. Ci sono poi, altri settaggi interessanti, per escludere il calcolo delle ombre o per pilotare i fotoni in caso di utilizzo della photon map.

Selezionando la camera nella 3d view, nel tab Data, verranno visualizzate le varie impostazioni per quest’ultima, la modalità con cui restituirà il render finito, prospettico, ortografico o architect, indicata per i render di architettura dove le linee verticali devono risultare parallele. I rimanenti parametri sono piuttosoto eloquenti e in parte condivisi con l’interfaccia classica di Blender.

Siamo giunti alla fine di questa veloce visita guidata di YafarRay, che aveva come scopo illustrarne sinteticamente la sua installazione, gli strumenti che il renderer ci mette a disposizione e le nozioni basilari per potere far pratica con questo motore di rendering capace di immagini di ottima qualità.

Per approfondire lo studio in maniera più completa, è presente a questo link https://drive.google.com/drive/folders/0B9Xy9o3kawnQTWdPWVBaRDdvRlk la documentazione ufficiale, tradotta in diverse lingue tra cui anche l’italiano.