Intervista ad Alan Zirpoli

Intervista a cura di Andrea Rotondo
BlenderGeek (https://www.facebook.com/groups/134106979989778/)
ART di Andrea Rotondo (http://www.art-tech.it)

– Ciao Alan, grazie per l’intervista, puoi raccontarci un po’ di te?
Ciao Andrea grazie a te per l’interesse.
Sono nato a Roma ed attualmente lavoro in proprio a Roma nello studio di cui sono co-fondatore, Jedi Studio, insieme ad altri amici/colleghi. Ci occupiamo di 3D architetturale che lavorativamente parlando è l’ambito in cui abbiamo maggiore esperienza insieme alla grafica tradizionale (loghi Brand Identity etc). Speriamo presto di poter spostare il business verso l’ambito pubblicitario e nella creazione di cataloghi digitali. Lavorare con gli architetti è troppo stressante

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– Come mai hai scelto Blender per i tuoi lavori e non altri programmi magari più specifici?
Ho iniziato a lavorare con programmi di disegno digitale dalle suole superiori con Autocad, qualche anno dopo ho iniziato ad usare un po 3ds Max da auto didatta, versione 6 credo, tutto un altro mondo ovviamente con risultati molto relativi perché non avendo metodo era il software a controllare quel che facevo e non il contrario. Poi mi iscrissi all’istituto Quasar a Roma dove mi diedero delle basi più solide, che non fui subito in grado di applicare, non le avevo effettivamente abbracciate (erroneamente). Poi cominciando a lavorare come visualizzatore 3d per alcuni studi progetto dopo progetto è tornato gradualmente tutto a galla.
Ciò nonostante il software fa sicuramente la differenza anche se è la persona che ci sta dietro che conta, però dopo quasi 8 anni di max con la versione 2.5 di Blender iniziai a provarlo, e subito riuscii a modellare delle cose che con Max non avrei avuto idea da dove partire. All’epoca Blender non aveva neanche gli nGon il che mi fece solo che bene. Con Blender ho imparato a capire la modellazione lowpoly, l’unwrap, e tutta una serie di cose che conoscevo in linea teorica ma non sapevo come e quando usare. Ed il fatto che fosse il software a spingermi e permettermi di imparare fu il segno di svolta e iniziai ad usarlo sempre di più in parallelo a Max, fino a quando ormai ero riuscito a trasportare tutto quel che sapevo fare in Blender, così finalmente abbandonai Max (gran liberazione).

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– Hai scelto Octane render al posto di Cycles, come mai questa scelta?
A questo punto usavo Blender per la creazione delle scene ed Octane come motore esterno, e con l’uscita di Cycles in GPU vedendo un lavoro di Marco G su treddi mi resi conto che che Cycles sembrava già pronto per fare dei lavori di interni, con il vantaggio di essere integrato e non dovendo esportare ogni volta per aggiornare le scene. Anche dopo aver comprato il plugin per Blender di Octane non l’ho più usato. Octane è un eccellente motore ma per me ormai era troppo tardi, troppo rigido rispetto a Cycles (almeno un paio di anni fa) specialmente il sistema di nodi che all’inizio mi può spaventare per la sua complessità ed il non essere tutto “precompilato”, ma una volta entrati nel meccanismo permette di fare di tutto. Stessa sensazione quando qualche mese fa ho provato Corona Render che trovo strabiliante dal punto di vista della velocità (considerando che CPU based) e della qualità di shader e luce, ma finchè non si avrà una integrazione valida non credo che lo possa prendere in considerazione.

– Tra poco rilascerai dei tutorial sull’architettura, puoi parlarci di questo progetto?
In passato ho fatto diversi corsi analoghi per l’architettura rivolto a studenti che hanno la necessità di saper rappresentare le proprie idee e progetti. La sfida ovviamente è sempre riuscire a trasferire il maggior numero di informazioni nel minor numero di ore possibile il che normalmente si traduce nella capacità di saper spiegare un metodo, un giusto approccio, far capire come ragiona il programma in modo da permettere di controllarlo e saper risolvere i problemi una volta che il corso è finito. A breve speriamo di riuscire a fare un workshop gratuito a Roma e forse a Torino. Credo che per gli studenti Blender sia la soluzione ideale, perché pesa pochissimo, si installa in tutte le piattaforme, ed è pieno di tutorial online per per studiare il funzionamento di commandi più o meno complessi. Specialmente nelle università c’è un approccio al software ed alla cultura che c’è dietro al concetto di software in modo completamente sbagliato, orientato al “comando”, nei casi peggiori con i software inadatti.

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– Vantaggi e svantaggi di Blender?
Lo svantaggio più grande di Blender? Sicuramente la poca diffusione in ambito professionale e di contro la diffusione del cocetto che gratis significa poco valido.
Dal punto di vista tecnico, il fatto che spesso sia sempre un precursore di nuovi strumenti e possibilità ma spesso non utilizzabili in ambito lavorativi perché troppo acerbi specialmente quando si parla di Cyles.

I vantaggi però sono così tanti. A partire dal fatto che è super leggero ed velocemente installabile in qualunque computer (ho un vecchio acer che fa fatica a far girare Chrome ma Blender non fa una piega). Ovviamente il fatto che sia gratuito, che ti permetta di creare potenzialmente un’immagine, video, tutto al suo interno, dalla modellazione, alla post, al montaggio e via dicendo.
La grande quantità di tutorial ed informazioni, di addon e funzioni extra, la velocità di aggiornamento delle nuove release, LE SHORTCUT, la velocità dei tool di modellazione, la grande varietà di strumenti per la selezione.

Spero di vedere presto un grande miglioramento nell’outliner, troppo rigido e limitato ed una migliore gestione e fruizione delle proprie librerie di modelli e shader, con qualche addon alcune cose si risolvono ma una integrazione vera e propria sarebbe ideale.

 

Per maggiori informazioni:

https://www.behance.net/alanzirpoli

 

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