Intervista a Cristina Ducci

BlenderGeek (https://www.facebook.com/groups/134106979989778/)
ART di Andrea Rotondo (http://www.art-tech.it)

Profilo di Cristina Ducci qui

Ciao Cristina, grazie per l’intervista. Raccontaci un po’ di te.
– Come hai conosciuto Blender e perché hai deciso di usarlo professionalmente
Grazie a te per questa opportunità.
Premetto che la mia conoscenza dei videogiochi si limitava (e tutt’ora si limita) a qualche battuta su Pong (https://it.wikipedia.org/wiki/Pong) e quando ho acquistato il primo computer non sapevo assolutamente l’uso che ne avrei fatto.
La mia curiosità verso la realtà virtuale mi ha spinto qualche anno fa a girovagare sul web (da completa neofita) alla ricerca di qualcosa in proposito. Il primo step è stato quello di scaricare SketchUp e da subito mi è sembrato un’ottima opportunità per cominciare a fare visualizzazioni di progetti di scenografia. Non mi vergogno a dire che Blender l’ho scoperto nel 2013 circa digitando parole come “programmi per il 3D”, perchè volevo qualcosa di più di semplici visualizzazioni.
Prima di scoprire come muovere il cubo di default sono passati parecchi mesi in cui avviavo, tentavo la mossa, fallivo e richiudevo.

– Ci puoi parlare del tuo nuovo campo di lavoro che vede le tecnologie 3D applicate al teatro classico?
In realtà è qualche anno che si tenta di portare in teatro contributi video che arricchiscono o addirittura sostituiscono in toto la costruzione “classica” della scenografia. All’inizio erano solo proiezioni poi il è arrivato il Mapping.
L’uso di effetti speciali (propri di AE), sono “largamente” usati (di più all’estero) per la messa in scena sopratutto di Musical.
Semplificando, si può dire che così concepita la scenografia (a volte forse impropriamente), taglia fuori tutta una serie di maestranze atte a costruire, dipingere, scolpire quello che ora è sostituito da schermo e proiezioni. Questo che segna la fine in realtà a me sembra una grande opportunità: unire il mio lavoro con la passione per il 3D.
Quindi non solo mapping di astratti lampi di luce, ma anche ri-costruzioni di ambienti più classicamente intesi, con tutte le possibilità che il software ci permette.

– Quanto Blender viene usato nel tuo campo?
A quanto ne so, praticamente nessun uso. Da quando ho iniziato a capirci qualcosa io ho sempre cercato di utilizzarlo anche come progettazione e/o visualizzazione di elementi. Ad esempio ricordo un grosso costume/scultura da topo in cui Blender è stato fondamentale per la realizzazione.

– Pro e contro di Blender?
Adoro Blender come è concepito, l’open source e tutta la community.
L’unico contro potrebbe essere (per me) la tempistica dilatata per l’apprendimento di tutte le sue funzioni. Ma se si vogliono ottenere risultati bisogna lavorare sodo!

 

Portfolio: https://www.blender.it/members/crisdu/media/photo/
Video: https://www.youtube.com/watch?v=KUmyHCmKoD4

Intervista a Cristina Ducci ultima modifica: 2017-06-05T16:17:32+00:00 da Andrea Rotondo