Blender Italia intervista Cristina Ducci

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ITALIANO

 

La Scenografia Virtuale

 

Mi occupo da sempre di Scenografia e allestimenti museali attraverso la progettazione e la realizzazione scultorea e pittorica e, in ultimo, con la computer grafica 3D. Questa in particolare è una

grande passione, che mi ha permesso di sostituire alcuni metodi lavorativi, più tradizionali nell’ambito del mio lavoro, con procedimenti nuovi e innovativi.

In realtà è qualche anno che si tenta di portare in teatro contributi video (proiezioni e/o mapping) che arricchiscono o addirittura sostituiscono in toto la costruzione “classica” della scenografia.

Semplificando, si può dire che così concepita la scenografia (a volte forse impropriamente), taglia fuori tutta una serie di maestranze atte a costruire, dipingere, scolpire quello che ora è sostituito da schermo e proiezioni. Questo che segna la fine, in realtà a me sembra una grande opportunità: unire il mio lavoro con la passione per il 3D.

Ho cominciato ad interessarmi del 3D e ad utilizzare Blender dal 2013 / 2014 e da subito ho pensato che potevo integrarlo con la mia attività principale, che riguarda il teatro e la scenografia,

cercando di trasporre il mio background classico e unirlo con l’attualità del 3D.

L’interesse e la passione per Blender è totale e devo molto a questo software, tanto che cerco di ricambiare rendendomi attiva nel mondo del 3D, anche con la produzione di qualche videotutorial.

Faccio inoltre parte dello staff di Blender.it e attualmente ricopro il ruolo di direttore del BMI Blender Magazine Italia.

 

Cos’è la Scenografia Virtuale?

 

la scenografia virtuale o anche video scenografia è la possibilità di creare in digitale (attraverso software per la grafica 3d) elementi tridimensionali che compongono l’intera immagine della scenografia per poi proiettarla su supporto. Inoltre la proiezione permette di intervenire su qualsiasi supporto rendendo l’utilizzo illimitato, anche al di fuori del palcoscenico.

 

Perché serve il 3D per formare un’immagine?

 

È vero che per produrre un’immagine (render) attraverso un software per il 3D, in genere si percorre una via lunga e laboriosa ma, alla fine diventa poi tutto incredibilmente duttile e versatile: questo significa che nell’ambientazione virtuale potremmo avere cambi di scena istantanei, in animazione e, se occorre, effetti speciali e atmosferici. In ultimo, ma forse la più importante delle cose, si può intervenire sulle luci in maniera artistica e realistica allo stesso tempo.

 

Perché scegliere la Scenografia Virtuale?

 

I motivi potrebbero essere molteplici: il fattore estetico, l’interattività con lo spettacolo stesso, la duttilità, la spettacolarizzazione e non meno importante, i costi contenuti.

 

Si può combinare la Scenografia Virtuale con quella più tradizionale?

 

Certamente la scenografia più tradizionale, composta anche da elementi di attrezzeria più o meno grandi, può essere messa in relazione con le proiezioni per completarsi a vicenda.

 

Perché questa tecnica può creare insoddisfazione rispetto ad una concezione più tradizionale della scenografia?

 

La computer grafica è una tecnica relativamente recente nel campo artistico e ha aperto anche ad un improprio uso di effetti speciali visivi. Il risultato estetico, pur confacente per alcuni tipi di applicazione (quali video installazioni o mapping su facciate), non sempre si adatta, a mio parere, a contesti più tradizionali quali scenografie per Opere Liriche, ad esempio.

Quello che mi propongo è di attingere al mio background più classico “semplicemente” realizzando la scenografia con questo nuovo modo di espressione, ovviamente implementandola con le

molteplici possibilità che il mezzo ci offre. Potremmo quindi avere anche numerosi e immediati cambi di scena, passaggi dal giorno alla notte, pioggia o neve cadente e così via, solo per fare degli

esempi.

 

Si può usare questa tecnica in maniera differente rispetto alla proiezione?

 

Un’altra possibilità è quella di servirsi di stampe in grande formato per realizzare una scenografia “dipinta” nel più classico dei modi.

 

Blender Italia ringrazia Cristina Ducci per questa intervista!

 

 

 

ENGLISH

 

Virtual Scenography

 

I have always been working with scenography and museum layouts through the design and the sculptural and pictorial realization and with the 3D computer graphics as well. This in particular is a great passion, which allowed me to replace some working methods, more traditional in my work, with new and innovative procedures.

It is actually a few years now that we try to bring to the theater video contributions (projections and / or mapping) that enrich or even completely replace the “classic” construction of the scenography.

Simplifying, we can say that conceived the scenography (sometimes inappropriately), cuts out a whole series of workers who are able to build, paint, sculpt what is now replaced by screen and projections. This, which marks the end, actually seems to me a great opportunity: to combine my work with a passion for 3D.

I started to get interested in 3D and to use Blender since 2013/2014 and immediately I thought I could integrate it with my main activity, which concerns theater and scenography, trying to transpose my classic background and combine it with the world of 3D.

My interest and passion for Blender is huge, and I owe a lot to this software so much that I try to give something back to it making myself active in the world of 3D, even making some tutorials. I am also a member of the staff of Blender.it and I am currently the Director of “BMI”: Blender Magazine Italia.

 

What is Virtual Scenography?

 

The virtual scenography or even video scenography is the possibility to create in digital (through a 3D software) three-dimensional elements that make up the whole image of the scenography and then project it onto a support. Moreover the projection allows you to intervene on any support making its use unlimited, even outside the stage.

 

Why do you need a 3D program to form an image?

 

It is true that in order to produce an image (render) through a 3D software in general, we go along a long and laborious way but, at the end, it becomes incredibly flexible and versatile: this means that in the virtual setting we could have instant scene changes, in animation and, if necessary, special and atmospheric effects. Finally, but perhaps the most important one, you can manage the lights in an artistic and realistic way at the same time.

 

Why should I choose Virtual Scenography?

 

The reasons could be many: the aesthetic factor, the interactivity with the show itself, the ductility, the “wow factor” and last, but not least, it’s cheaper.

 

Can the Virtual Scenography be combined with the traditional one?

 

Certainly the most traditional scenography, also made out of props of any size can be combined with the projections to complete each other.

 

Why this technique can create dissatisfaction respect to a more traditional concept of scenography?

 

Computer graphics is a relatively a recent technique in the artistic field and has also opened up an improper use of special visual effects. The aesthetic result, although suitable for some types of application (such as video installations or mapping on facades), does not always fit, in my opinion, with more traditional contexts such, for example, an Opera scenography. 

What I aim for is to take from my more classic background “simply” creating the scene with this new way of expression, of course implementing it with the many possibilities that the medium offers. We could therefore also have numerous and immediate changes of scene, from day to night, rain or falling snow and so on, just to give some examples.

 

Can I use this technique differently than using it as a projection?

 

Another possibility is to use large format prints to create a “painted” scene, and use it in the classic way.

 

Blender Italia would like to thanks Cristina Ducci for this interview!

 

 

 

CASTELLANO

 

Escenografía virtual

 

He trabajado siempre con escenografías y preparación y arreglos de museos a través del diseño y la realización escultórica y pictórica y también con la  gráfica por computadora en 3D. Esto en particular es una gran pasión, que me permitió reemplazar algunos métodos, más tradicionales en mi trabajo, con procedimientos nuevos e innovadores.

En realidad, ya son algunos años que intentamos incorporar videos en el teatro (proyecciones y / o mapeo) que enriquecen o incluso reemplazan completamente la construcción “clásica” de la escenografía.

Simplificando, podemos decir que la escenografía concebida (a veces de manera inapropiada), elimina toda una serie de trabajadores que pueden construir, pintar, esculpir lo que ahora se reemplaza por la pantalla y las proyecciones. Esto, que marca el final, en realidad me parece una gran oportunidad: combinar mi trabajo con una pasión por el 3D.

Comencé a interesarme al 3D y a usar Blender desde 2013/2014, e inmediatamente pensé que podía integrarlo con mi actividad principal, que tiene que ver con el teatro y la escenografía, tratando de transponer mi fondo clásico y combinarlo con la actualidad del 3D.

El interés y la pasión por Blender es total y le debo mucho a este software, tanto que trato de corresponder activamente en el mundo del 3D, incluso con la realización de algunos videotutoriales. También soy miembro del personal de Blender.it y actualmente soy Directora de “BMI”: Blender Magazine Italia.

 

¿Qué es la escenografía virtual?

 

La escenografía virtual o incluso la escenografía de video es la posibilidad de crear elementos tridimensionales digitales (a través de un software de gráficos en 3D) que conforman la imagen completa de la escenografía y luego proyectarla en un soporte. Además, la proyección nos permite intervenir en cualquier soporte haciendo que su uso sea ilimitado, incluso fuera del escenario.

 

¿Por qué necesitas un programa 3D para formar una imagen?

 

Es cierto que generar una imagen (render) a través de un software 3D en general es un camino largo y laborioso pero, al final, se vuelve increíblemente flexible y versátil: esto significa que en el entorno virtual podríamos tener cambios instantáneos de escena, de animación y, si es necesario, efectos especiales y atmosféricos. Además, y tal vez lo más importante, uno puede intervenir en las luces de una manera artística y realista al mismo tiempo.

 

¿Por qué debería elegir la escenografía virtual?

 

Las razones pueden ser muchas: el factor estético, la interactividad con el propio espectáculo, la ductilidad, la “espectacularización” y, no menos importante, es más barato.

 

¿Se puede combinar la escenografía virtual con la tradicional?

 

Ciertamente la escenografía más tradicional, hecha de elementos de cualquier dimensión se puede combinar con las proyecciones completándose entre ellas.

 

Por qué esta técnica puede crear insatisfacción respecto a un concepto más tradicional de la escenografía?

 

La gráfica por computadora es una técnica relativamente reciente en el campo artístico y también ha abierto un uso inadecuado de efectos visuales especiales. El resultado estético, aunque es adecuado para algunos tipos de aplicaciones (como instalaciones de video o mapeo en fachadas), no siempre se ajusta, en mi opinión, a contextos más tradicionales como por ejemplo las óperas.

Lo que me propongo es aprovechar de mis estudios más clásicos “simplemente” realizando la escenografía con esta nueva forma de expresión, obviamente implementándola con las múltiples posibilidades que ofrece esta técnica. Por lo tanto, también podríamos tener numerosos e inmediatos cambios de escena, pasajes del día a la noche, lluvia o nieve, etc., solo para hacer algunos ejemplos.

 

Se puede utilizar esta técnica de forma diferente a la proyección?

 

Otra posibilidad es imprimir a gran escala para crear una escena “pintada” y usarla en la manera clásica.

 

Blender Italia agradece Cristina Ducci por esta intervista!

 

 

Link a foto (Opera “larinda e Vanesio”); pagina FB del regista:

https://www.facebook.com/graziano.sirci/media_set? set=a.1930595373632874&type=3

Link a render utilizzati e/o da utilizzare come scenografie:

La Boheme (shop):

https://www.artstation.com/crisdu/store/yrRD/la-boh-mescenografia- fondale-fondali-da-videoproiettare-backdropdesign

https://www.artstation.com/artwork/DKARO

Larinda e Vanesio:

https://www.artstation.com/artwork/YZ6l3

https://www.artstation.com/artwork/V199X

https://www.artstation.com/artwork/wmVeY

https://www.artstation.com/artwork/vZwY3

https://www.artstation.com/artwork/RzkoW

https://www.artstation.com/artwork/9B2qy