Blender Italia intervista Juan Camardella, un grande artista argentino.

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ITALIANO

 

Come e quando hai cominciato con il 3D?

 

Negli anni ’80 frequentavo un liceo specializzato in programmazione, all’epoca sul sistema operativo D.O.S., agli inizi di Windows e le immagini tridimensionali iniziavano ad essere utilizzate nella grafica anche digitale, quindi assieme ai progressi della CG (Computer Grafica), ero molto attento a tutte le novità. Scoprire all’epoca i videoclip che usavano il 3D mi dava una idea di quello che si poteva realizzare con quegli strumenti in un mondo ancora analogico. Avendo una formazione da giovane nelle arti plastiche, tutto questo mi sembrava il futuro, ma fino alla decade successiva mi dedicai a disegnare nell’ambito dei fumetti alternativo e commerciale di Buenos Aires, aggiungendo a quella base del disegno e la pittura tutta la parte narrativa che si trova nella realizzazione di un fumetto.

È solo a partire dagli anni ’90 che arriva a portata di tutti, e anche a me, l’hardware e i software che permettevano di avere un primo avvicinamento alla CG, con il primo studio che utilizzava D.O.S. o il Topas ad esempio.

 

Come e quando hai conosciuto Blender?

 

Dopo il “3D Studio” venne il “3D Max” o potei cominciare a fare contenuti audiovisuali più concreti da un solo PC, cioè cortometraggi animati. Già nei 2000 lavorando su Windows cominciai anche a dare maggior attenzione allo sviluppo di Linux e di altri software liberi. Attorno al 2007 venni a sapere tramite un articolo in un giornale della produzione del film “Plumiferos” (https://www.imdb.com/title/tt0811021/), che si stava realizzando interamente in Blender a Buenos Aires, e che ci sarebbe stata una presentazione con gli integranti e la produzione del progetto. Oltre a raccontare come stava andando la realizzazione del film, proiettarono “Elephants Dream” (https://www.imdb.com/title/tt0807840/) e commentarono alcune questioni sul software, e su come erano in contatto con la Blender Foundation collaborando nello sviluppo interno per le precise necessità del film. Dopo quella presentazione si potevano fare domande, ed è lì che ho saputo del sito della Blender Foundation. Non avendo Internet a Casa sono andato ad un Internet point (a Buenos Aires c’erano i “Cyber Caffè”, dei bar con dei PC dove si poteva navigare pagando a tempo; nota del traduttore) e cominciai a cercare informazione e scaricai Blender, non ricordo bene se fosse la 2.3 e 2.4; la scaricai e la portai a casa.

 

Come hai imparato quello che sai oggi?

 

Più o meno in maniera progressiva e scaglionata, come raccontavo prima, vengo dal mondo del disegno, il fumetto, la programmazione, tutto questo mi ha dato uno schema su come organizzare le diverse fasi di un progetto o per l’apprendimento di un programma nuovo. Come oggi succede con il Grease Pencil con il quale ho cominciato quest’anno a realizzare un cortometraggio in 2D con tutte le possibilità che offre Blender 2.8; i cortometraggi precedenti li ho fatti tutti in 3D, utilizzando Blender Internal, rendendoli giustizia fino a che ha smesso di essere tra noi… Ogni progetto può richiedermi più di un anno di lavoro, utilizzando le versioni del programma che sono a disposizione all’inizio della produzione, quindi non mi metto al passo finché non inizio un nuovo progetto. È qui che bisogna tornare ad imparare, adattarsi, investigare e risolvere tutte le questioni di lavoro.

 

Quali consigli daresti a chi vuole cominciare oggi?

 

Sempre stare attenti ad imparare qualcosa di nuovo riconfermando le nozioni di base, perché dopotutto ci basiamo sulle conoscenze delle arti plastiche, la scultura, l’architettura… è stato inventato tutto, ma cambiamo solo lo strumento, gli strumenti digitali si somigliano sempre di più tra loro. Consiglio anche di avere ordine e un metodo per l’apprendimento in generale, un focus su cosa si sta cercando, o definire una meta.

Può essere con il 3D in generale, ma iniziando ad esempio per la modellazione, dopo l’illuminazione, per poi passare al rigging e tutti gli altri aspetti.

 

Qual è il tuo sogno nel 3D?

 

Un po’ quello che sta accadendo oggi, quello di avere tutto incorporato in un unico ambiente, come sembra essere la direzione in cui ci porta la Realtà Virtuale, il non vedere la differenza tra 2D e 3D, il disegno, la scultura, l’animazione o il cinema. Finora per questioni legate alla propria capacità lavoravamo in scatole separate, e ci rinchiudevamo anche in un unico aspetto che ognuno di noi poteva sviluppare come artista.

 

Perché usi Blender e quali altri programmi usi?

 

Uso Blender come strumento principale per fare video e grafica perché lo trovo molto flessibile e si riescono a fare lavori di grande qualità professionale, e mi servo anche di tutta la preparazione che ha la sua comunità per l’apprendimento e le domande.

Oggi utilizzo tutto quello con cui si possa lavorare in Ubuntu 18, i programmi che si trovano già installati e anche altri strumenti o variazioni per Linux, includendo quelli per la realizzazione di produzione musicale e audio come Audacity, Ardour, LMMS per realizzare la musica ed effetti sonori per i cortometraggi.

Per la grafica uso anche Gimp, Inkscape e Krita, poi per il montaggio di video uso principalmente il VSE di Blender e anche Kdenlive al momento.

 

Attualmente Juan sta realizzando un nuovo cortometraggio utilizzando il nuovo Grease Pencil di Blender 2.8. Il progetto si chiama “The garden of Forking Paths”(El jardín de los senderos que se bifurcan), un adattamento di un racconto dello scrittore Jorge Luis Borges (uno scrittore argentino molto famoso scomparso il secolo scorso).

Puoi vedere il teaser qui:

 

https://vimeo.com/313734022?fbclid=IwAR3_56iUJp_qspmfgZXCdL311fCWHGEN_ZYokF-v4g2elpQ6-0NXE_9PxiQ

 

Blender Italia ringrazia Juan Camardella per questa intervista!

 

Lo de Ribera

 

ENGLISH

 

How did you start with 3D?

 

In the 1980s, I was in a programming specialized high school, still with D.O.S., at the beginnings of Windows, and the three-dimensional images were beginning to be applied to the digital graphics as well, so while the CGI was moving forward, I’ve had a special focus on everything that came out new. Discovering the first video clips from that era that used 3D gave me an idea of ​​what could be achieved with this new tool, in a yet analog world. Formed as a youngster from the plastic arts, that seemed to me to be the future, but until the following decade I began to draw in the field of the alternative and commercial comic strip of Buenos Aires, adding to the fundamentals of drawing and painting the whole narrative part that you find when making a comic. It was not until the ’90s that hardware and software that allowed a first approach to CGI reached the domestic reach and into my hands as well, with the first 3d Studio running on D.O.S. or the Topas, for example.

 

How did you know Blender?

 

After “3D Studio”, it was the time of “3ds Max”, and I was able to start making more solid audiovisuals within the same PC, I mean animated short films. Already in the 2000s I was still working on Windows and I also began to pay more attention to the development of Linux, and other free software. Around 2007 I saw an article on a newspaper about the production of a movie called “Plumiferos” (https://www.imdb.com/title/tt0811021/) that was going to be done completely with Blender in Buenos Aires, and a presentation with the team and the producers presenting the project. In addition to telling how the film process was going, they screened the short “Elephants Dreams” (https://www.imdb.com/title/tt0807840/) and commented on software issues, and how they were in contact with the Blender Foundation, collaborating in its development for the film’s specific needs. After the talk questions were allowed, and that was the first time I took note of the Blender Foundation website. I did not have internet at home so I went to a “cyber café” (a bar with several computer with an Internet connection that you could use, paying for the used time; translator’s note) and started looking for information; I’ve download Blender, I do not remember now if it was 2.3 or 2.4, and brought it to my PC.

 

How did you learn what you know?

 

More or less progressively and staggered, as I said before, my background has to do with drawing, comics, programming, that gave me an idea of how to organize the steps for a project or to learn a new software. As it happens with the Grease Pencil, I’ve started using it this year making a short movie in 2D thanks to all the possibilities that Blender 2.8 has; I did my previous short movies in 3D, using Blender Internal doing it justice, until the moment it stopped being with us… Each project can demand me more than a year of work using the versions of the programs that exist at the beginning of production, so I do not update the software again until I start a new project.

That is the moment where you have to relearn, adapt, investigate and solve work issues.

 

Which advises would you give to a beginner?

 

Always be heedful to learn something new confirming the basic knoledge, because after all we lay on the foundations of the plastic arts, sculpture, painting, architecture … Everything is already invented nowadays, we just use a different tool, and the digital tools are more and more similar to each other. My advice is also to be organized and to have a method to learn in general, to keep in mind what you are looking for, or set a goal.

It could be with 3D in general but starting with modelling for example, then illumination, and then you can move on into rigging and other things.

 

What is your dream in the 3D world?

 

More or less is what is already happening today, of having everything more integrated in one place, as it seems to be where Virtual Reality can bring us, not seeing difference if it is 2D, 3D, illustration, sculpture, animation or cinema. Up to now, due to capacity issues, we worked each part in “separate boxes”, and we also enclosed ourselves to just one aspect that each one of us could develop as an artist.

 

Why Blender and which other software do you use?

 

I use Blender as my main tool for making video and graphics, because I find it very flexible and you can achieve great quality professional work, and I make use of all the background of their user community, for constant learning and consultations. Today I use everything that works with Ubuntu Studio 18, its native programs and other variants or tools for Linux, including those that are used for music and audio production such as Audacity, Ardor, LMMS, to do the music and sound effects of my short films. For graphics I sue Gimp, Inkscape and Krita, and for video editing currently I use mainly Blender’s VSE and Kdenlive.

 

Juan is currently working on his next project using the new Grease Pencil on Blender 2.8. It is called “The garden of Forking Paths”(El jardín de los senderos que se bifurcan), an adaptation of a story by Jorge Luis Borges (a very famous Argentinian writer who died last century).

You can see a teaser here:

 

https://vimeo.com/313734022?fbclid=IwAR3_56iUJp_qspmfgZXCdL311fCWHGEN_ZYokF-v4g2elpQ6-0NXE_9PxiQ

 

Blender Italia would like to thanks Juan Camardella for this interview!

 

El Casamiento

 

CASTELLANO

 

Cómo empezaste con el 3D?

 

Desde los años ’80 cursaba en la secundaria una especialización en programación, todavía sobre el sistema operativo D.O.S. con los comienzos de Windows, y las imágenes tridimencionales se empezaban a ver aplicadas a la gráfica también digital, así que a la par del avance del CGI estaba atento y acompañando todo lo que salía nuevo. Descubrir los primeros video clips de esa época que usaban 3D me daban una idea de lo que se podría lograr con esa nueva forma en un mundo todavía analógico. Formado de más joven desde las artes plásticas eso me parecía que era el futuro, pero hasta la década siguiente me dediqué a dibujar en el ámbito de la historieta “under” (alternativo) y comercial de Buenos Aires, sumando a esa base del dibujo y la pintura toda la parte narrativa que se encuentra al hacer un cómic. Recién a partir de la década del ’90 es que llega al alcance doméstico y a mis manos hardware y software que permitían tener un primer acercamiento al CGI, con el primer 3d Studio que corría sobre D.O.S. o el Topas, por ejemplo.

 

Cómo y cuándo conociste Blender?

 

Después del 3d Studio vino el 3ds Max y pude empezar a hacer audiovisuales más concretos desde una misma PC, en forma de cortometrajes de animación. Ya en la década del 2000 trabajando aún sobre Windows empecé también a prestar más atención al desarrollo de Linux, y de softwares libres. Cerca del año 2007 me enteré por una nota en un diario de la producción de la película Plumíferos (https://www.imdb.com/title/tt0811021/) que se estaba haciendo completamente con Blender en Buenos Aires, y que se hacía una presentación con el equipo y la productora mostrando el proyecto. Además de contar cómo estaba el proceso de la película proyectaron el corto “Elephants Dreams” (https://www.imdb.com/title/tt0807840/)  y comentaron cuestiones sobre el software, y cómo estaban en contacto con la Blender Foundation colaborando en el desarrollo interno para necesidades concretas de la película. Después de la charla se podían hacer preguntas y ahí fue la primera vez que tomé nota de la página web de la Blender Foundation. No tenía internet en mi casa así que me fui a un “cyber café” y empecé a buscar información y descargar el Blender no recuerdo ahora si era el 2.3 o 2.4 , y llevarlo a mi PC.

 

Cómo aprendiste lo que sabes hoy?

 

Más o menos de forma progresiva y escalonada, como contaba antes que venía del dibujo, la historieta, la programación, eso me fue dando un orden de cómo organizar las etapas para un proyecto o el aprendizaje de un programa nuevo. Como es el caso hoy con el Grease Pencil donde empecé a hacer este año un cortometraje en 2d con todo lo que tiene disponible desde Blender 2.80, los cortometrajes anteriores los hice todos en 3d y aún con el motor de render Blender Internal, haciéndole justicia hasta que dejó de estar entre nosotros… Cada proyecto me puede demandar más de un año de trabajo usando las versiones de los programas que están al inicio de la producción, así que no vuelvo a actualizarme hasta que comience otro nuevo. Ahí es donde hay que volver a aprender, adaptarse, investigar y resolver cuestiones de trabajo.

 

Qué consejos darías a uno que quiere empezar hoy?

 

Siempre estar atento a aprender algo nuevo reafirmando los fundamentos básicos, porque después de todo estamos sobre las bases de las artes plásticas, la escultura, la pintura, la arquitectura… Ya está todo inventado sólo que cambiamos la herramienta, y las herramientas digitales cada vez se parecen más entre sí. Y que tenga un órden y un método para aprender en general, un foco de qué es lo que está buscando, o plantearse una meta. Puede ser con el 3d en general pero empezando, por ejemplo, por el modelado, después ver la iluminación, después pasar a ver rigging y después otros aspectos.

 

Cuál es tu sueño con el 3D?

 

Un poco el que se está cumpliendo hoy, de tener todo más integrado en un mismo lugar, como parece ser a donde nos puede llevar la Realidad Virtual, no ver diferencia si es 2D, 3D, ilustración, escultura, animación o cine.

Hasta ahora por cuestiones de capacidad trabajábamos cada parte en cajas separadas, y también nos cerrábamos a sólo un aspecto que podía desarrollar cada uno como artista.

 

Por qué usas Blender y qué otros programas usas? 

 

Blender como herramienta principal para video y gráfica, porque me resulta muy flexible y se logran trabajos de gran calidad profesional, y además con todo el trasfondo de la comunidad de usuarios, para esa parte de aprendizaje constante y consultas. Hoy uso todo lo que pueda trabajar desde el Ubuntu Studio 18, los programas que trae desde la instalación misma más otras variantes o herramientas tambien para Linux, incluyendo los que sirven para producción musical y de audio como el Audacity, Ardour, LMMS, para hacer la música y efectos sonoros de los cortometrajes.

Y para gráfica Gimp, Inkscape, y Krita, sumando además para edición de video, principalmente el VSE de Blender y tambien Kdenlive, por ahora.

 

Actualmente Juan está trabajando en su nuevo cortometraje usando el nuevo Grease Pencil de Blender 2.8. El corto se llama “El jardín de los senderos que se bifurcan”, una adaptación del cuento de Jorge Luis Borges.

Puedes ver el teaser aquí:

https://vimeo.com/313734022?fbclid=IwAR3_56iUJp_qspmfgZXCdL311fCWHGEN_ZYokF-v4g2elpQ6-0NXE_9PxiQ

 

Blender Italia agradece Juan Camardella por esta entrevista!

 

El jardín de senderos que se bifurcan

Grease Pencil Status Update

La lungamente attesa inclusione del nuovo Grease Pencil in Blender 2.8 è ora più mai vicina.

La Code Quest di Blender 2.8 si è rivelata un’ottima opportunità per raccogliere un ultimo giro di feedbak che ha portato a cambiamenti fondamentali per integrarlo completamente nel design di Blender 2.8.

Potete leggere tutti i dettagli nell’articolo sul sito degli sviluppatori: https://code.blender.org/2018/07/grease-pencil-status-update/

 

A cura di Riccardo Giovanetti (Harvester)

HERO e Blender Grease Pencil 2.0

E’ appena stato rilasciato HERO, il cortometraggio d’animazione creato e diretto da Daniel Martinez Lara, prodotto da Francesco Siddi presso il Blender Animation Studio, per mettere a punto e mostrare le potenzialità del nuovo strumento di disegno Grease Pencil 2.0 che sarà integrato nella prossima versione 2.8 di Blender 3D. Seguono alcuni link utili:

 

https://www.blender.org/press/hero-blender-grease-pencil-showcase/

https://cloud.blender.org/p/hero/

https://cloud.blender.org/p/hero/blog/hero-a-blender-2d-open-movie-project

 

Buona visione

 

A cura di Riccardo Giovanetti (Harvester)

Disegnare animazioni 2D in Blender 2.8

In questo interessante e dettagliato articolo Paolo Vazquez, lo sviluppatore che ha maggiormente contribuito nel migliorare lo strumento  Grease Pencil allo scopo di renderlo adatto alla creazione di animazioni in 2D, ci illustra le tante novità e miglioramenti introdotti come risultato del suo utilizzo nella produzione del corto d’animazione open movie “Hero”, diretto da Daniel M. Lara.

Potete leggere l’intero articolo “Drawing 2D Animation in Blender 2.8” sul blog degli sviluppatori di Blender.