BLENDER ITALIA INTERVISTA JOAQUIN KIERBEL (ITALIAN, ENGLISH, SPANISH)

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ITALIANO

Blender Italia intervista un grande artista argentino, Joaquín Kierbel.

Come hai cominciato con il 3D?

Ho cominciato con il 3D senza nemmeno accorgermi. Quando avevo 12 o 13 anni mi trovavo in un foro argentino dedicato al videogioco “Pro Evolution Soccer” e con quelle persone facevamo i “mod” per incorporare la nazionale argentina al gioco. Lavoravamo su alcune immagini da usare come “texture” per fare le squadre locali, gli stadi, ecc. Io facevo i visi dei giocatori, si trattava di manipolare le texture in miniatura (640 x 128 px) partendo dalle foto dei giocatori della nazionale argentina, e dopo dovevo aggiustare le “UV Mapping” di quelle texture sulle mesh presenti nel gioco, il tutto utilizzando programmi molto rudimentali. Non avevo idea di cosa stessi facendo in realtà. Uno o due anni dopo ho voluto imparare a modellare in 3D e ho imparato “Rhinoceros” (era l’unico programma 3D che conoscevo di fama in quel momento).

Come e quando hai conosciuto Blender?

Non ricordo con esattezza quando l’ho scoperto; è probabile che io abbia cercato su Google “programma 3D gratuito” ed è apparso Blender, ma non sono certo. Ricordo però che è stato attorno all’anno 2008/2009, perché l’ultima versione in quel momento era la 2.49 con la sua vecchia interfaccia, difficile da dimenticare. Non sono arrivato lontano all’epoca. Era davvero frustrante. Non sapevo bene l’inglese e c’era poca informazione in spagnolo. Guardavo i tutorial di David Ward su YouTube e copiavo quel che faceva, tentando di capire quel che diceva dal contesto (con il tempo a forza di guardare tanti tutorial finì per imparare anche l’inglese! 😊)

Come hai imparato quello che sai oggi?

Difficile trovare un’unica risposta a questa domanda. Ciò che posso dire è che è sempre stato in maniera autodidatta. Non ho studi formali né accademici sull’argomento. Rispetto al come, inizialmente ho imparato grazie anche ad una certa pigrizia da parte mia, e ad una capacità a procrastinare, nonostante possa risultare contradittorio. Quando ho cominciato con Blender da adolescente, il 3D era un hobby per me, non una vocazione. Anziché studiare per la scuola o fare qualcosa di produttivo, per me “giocare” con Blender era un modo come un altro per passare il tempo ed intrattenermi; facevo quello come avrei potuto giocare con i videogiochi e guardavo tutorial come avrei potuto guardare il televisore. Non avevo intenzioni di dedicarmi a quello, quasi perché non sapevo si potesse vivere di qualcosa del genere. Non avevo nessuna conoscenza del panorama o il mercato in questo settore.
Anni dopo, già ventenne, quando l’ho “riscoperto” come vocazione, ho cominciato a prenderlo sempre più sul serio, a studiarlo e dedicarci tante ore, analizzando quali tecniche dovevo sviluppare, e in quel periodo mi sono aperto nei confronti di Blender e ho anche cominciato ad imparare Nuke, VFX, composizione e colore, perché in un certo periodo era il mio principale interesse, dopodiché anche altri programmi. Ma la verità è che non sono mai stati disciplinato. So poco, e quel poco che so è più per caso che per vero merito.

Quali consigli daresti a chi vuole cominciare oggi?

Credo la cosa più importante all’inizio sia mantenere viva la curiosità e il piacere di esplorare, vedere i problemi e gli intoppi iniziali con entusiasmo e scoprire come risolverli senza mail lasciarsi demotivare dagli inciampi iniziali, che sicuramente saranno tanti se veramente ci provi. All’inizio la curva di apprendimento è molto ripida. Nei miei corsi faccio sempre il paragone con uno strumento musicale, ma la stessa cosa sarebbe se parlassimo di imparare lo skateboard o pilotare aerei.
All’inizio sembra impossibile suonare un armonico, stare in equilibrio o decollare. C’è troppa informazione da assimilare e pochissimi punti a cui ancorarsi (rispetto a quello che sappiamo già) per reggersi. Quindi dobbiamo aver ben presente che all’inizio sarà molto frustrante, bisogna resistere, cominciare con le cose semplici, molto semplici se si vuole perseverare finché non diventano ovvie. E non appena questo avviene, entri in quello che viene chiamato la “comfort-zone” di quello che hai imparato; se vuoi continuare ad imparare e migliorare allora devi cercare qualcosa di più complesso e nuovo, che ti farà di nuovo sentire come un principiante e ti riempirà di informazioni che ti sembrano impossibili da apprendere, perché alla fine questo non finisce mai.
Impari qualcosa, e immediatamente vieni a sapere di altre 10 cose che non sapevi, e che non avevi nemmeno idea esistessero.
La quantità di cose che ignoriamo, in qualsiasi campo, è sempre esponenzialmente maggiore di quelle che sappiamo. Tentare di imparare qualcosa richiede sempre una certa dose di masochismo.
Penso che è importante che la motivazione per farlo provenga da sé stesso, che l’obbiettivo finale non sia una qualifica, un trofeo o dei complimenti, ma più il farsi in regalo un sapere o una capacità, il dimostrare a sé stessi di poterlo fare. Immaginate di dover leggere un libro. Se dovete farlo per la scuola o per il lavoro, la lettura di quel libro diventa più pesante e noiosa, preferiresti fare altro. Non è molto diverso dal farlo pensando di trovare un posto di lavoro o vincere un concorso.
Se invece lo leggi con l’intenzione di farlo, se lo fai per apprendere le sue conoscenze e facendole diventare parte di te, con l’affanno di appropriarsi delle sue risorse, allora l’esperienza è completamente diversa e molto più leggera e piacevole.

Qual è il tuo sogno con il 3D?

Non ho nessuno in particolare. A livello lavorativo mi piacerebbe poter vivere di arte digitale in modo del tutto indipendente senza capi né clienti. Ma credo che sia giusto chiamarlo “sogno”, perché bisogna proprio sognare per credere che questo sia possibile 😊.

Perché usi Blender e quali altri programmi utilizzi?

Attualmente utilizzo Blender perché è il programma che conosco meglio con il quale posso lavorare nel modo più rapido. Per non parlare del fatto che è un programma molto completo che copre il 90% delle mie necessità, molto leggero, gratuito e versatile.
Oltre a Blender uso, in ordine di frequenza: Nuke, ZBrush, Photoshop, Houdini, Substance Painter, Marvelous Designer, Krita, Quixel, 3D Coat, World Machine, Resolve, Premiere e se un lavoro in particolare lo necessita, After Effects (a malincuore).

Blender Italia ringrazia Joaquín Jierbel per questa intervista!


ENGLISH

Blender Italia interviews Joaquín Kierbel, a great Argentinian artist.

How did you start with 3D?


I started in 3D without even realizing it. At 12 or 13 I was in an Argentine forum about the videogame “Pro evolution Soccer” and with the people there we made “mods” to incorporate the Argentine league into the game. We edited textures to make the uniforms of local teams, stadiums, etc. I made faces of players, consisted in editing miniatures textures (64 x 128px) with photos of the players of the Argentine league, and then accommodate the UV Mapping of those texture on base-meshes of game files, all with very rudimentary software. I had no idea what I was really doing. One or two years later I wanted to learn how to model in 3D and I learned something from Rhinoceros (because it was the only 3D software I knew at the time).

How and when did you know about Blender?

I do not remember exactly how I discovered it, I may have googled “free 3D program” and Blender appeared, but I’m not sure, my memory fails me there. But I know it was around the year 2008/2009, because the latest version at that time was 2.49, with the old interface that is hard to forget. I did not get very far at the beginning. It was very frustrating, I did not know English and there was little information in Spanish. I watched David Ward tutorials on YouTube and copied the actions, trying to understand by context what he was saying (by doing it so often, with so many tutorials, I ended up understanding the language! 😊).

How did you get your knowledge?

Difficult to find a conclusive answer to that question, the most general thing you can say is that it was always self-taught, I have no formal or academic studies on the subject. Regarding how, initially I learned thanks to that I am very lazy, and I have an immense capacity to procrastinate, although it sounds contradictory. When I started with Blender in adolescence, 3D was for me a hobby, not a vocation. Instead of studying for school or “doing something productive”, for me “playing” with Blender was a way to waste time and entertain me, I did that as I could have been playing a video game, and I watched tutorials as if it were ” watch TV”. I had no intention of dedicating myself to this, almost because I was not aware that you could live on something like that. I had no perspective about the industry or the market around this. Years later in my twenties, when I “rediscovered” it as a vocation, I began to take it more seriously and put hours of study and practice myself, analyze what techniques I needed to develop, and for that moment I opened myself beyond Blender and I started to learn Nuke, VFX, composition and color, because at some point it was my focus, and from there other software. But the truth is that I never had much discipline. I know little and how little I know I learned more by chance than by effort.

Which advises would you give to a beginner?

I think the most important thing at the beginning is to keep the curiosity and pleasure of exploring alive, to see the problems and obstacles of the beginning with enthusiasm to discover how to solve them, and not to be discouraged by the initial missteps, which must be many if you are really trying.
The learning curve starts, as in almost everything, very steeply. In my courses for beginners I make the comparison with learning an instrument, but the same would mean talking about skateboarding or flying planes. At first it seems impossible, forming a chord, making balance, taking off. There is too much information to process and very few anchor points to hold on to (in what we already know). So, you must remember that it’s probably going to be very frustrating at the beginning, you must put up with it, start with simple, super-simple things if you like, and persist until they become obvious.
And as soon as that happens, you’ll start to move into the comfort-zone of what you learned, and if you want to keep progressing now you have to look for something more complex and new, which in turn will make you feel like a beginner again and overwhelm you with information that seems impossible to cover, because in the end that never ends.
You learn something, and you become aware of 10 new things that you do not know yet, nor did you know that they existed. The number of things we ignore, in whatever field, will always be exponentially greater than the number of things we “know”; trying to learn something always requires a bit of masochism.
It seems important to me that the motivation to do so comes from oneself, that the objective is not for a qualification, a prize or a congratulation, but rather to give oneself a knowledge or skill, or to prove to oneself that you could. Imagine that you must read a book, if the reason to read it is by an assignment of work or study, reading it feels heavy and cumbersome, you would prefer to be doing something else. It is not very different than doing it thinking about getting a position or competing in a contest. If instead you read it with intention, if you read it to take what the book has to offer, as if you were conquering and plundering its resources to make them part of you, as with voracity to appropriate of what they have, then the experience is completely different, and much more light and pleasant.

What is your dream in the 3D world?

I do not have any in particular. At a labor level I would like to be able to live by making digital art independently, without bosses or clients. I guess it’s fair to call it “dream” if you have to be asleep to believe it possible 😊.

Why Blender, and which other programs do you use?

Nowadays, I use Blender 2.79 because it is the program I know best and the one I can work faster with. Not to mention that it is a complete software that covers 90% of my needs, super light, free, and practical.
In addition to Blender use, in order of frequency: Nuke, ZBrush, Photoshop, Houdini, Substance Painter, Marvelous Designer, Krita, Quixel, 3D Coat, World Machine, Resolve, Premiere and if some paid work requires it (and much to my regret), After Effects.

Blender Italia would like to thank Joaquín Kierbel for this interview!

CASTELLANO

Blender Italia entrevista el grande artista argentino Joaquín Kierbel.

Como empezaste en el 3D?

Empecé en el 3D sin darme cuenta. A los 12 o 13 años estaba en un foro argentino sobre el videojuego Pro evolution Soccer y con la gente de ahí hacíamos “mods” para incorporar la liga argentina al juego. Editábamos texturas para hacer los uniformes de los equipos locales, los estadios, etc. Yo hacía caras de jugadores, consistía en editar texturas miniaturas (64x128px) con fotos de los jugadores de la liga argentina, y después acomodar el UV Mapping de esa textura sobre base-meshes de archivos del juego, todo con softwares muy rudimentarios. No tenía idea de que era lo que estaba haciendo la verdad. Uno o dos años después quise aprender a modelar 3D y aprendí algo de Rhinoceros (porque era el único software 3D que conocía de nombre en ese momento).

Como y cuando conociste Blender?

No recuerdo exactamente como lo descubrí, es posible que haya googleado “programa 3D gratis” y apareció Blender, pero no estoy seguro, me falla la memoria ahí. Sí sé que fue alrededor del año 2008/2009, porque la última versión a ese momento era 2.49, con la vieja interfaz que es difícil de olvidar. No llegué muy lejos al principio. Era muy frustrante, no sabía inglés y había poca información en castellano. Miraba unos tutoriales de David Ward en YouTube y copiaba las acciones, tratando de entender por contexto lo que decía (¡con el tiempo de tanto hacer eso, con tantos tutoriales, terminé entendiendo el idioma! jaja).

Como aprendiste lo que sabes hoy?

Difícil encontrar una respuesta concluyente a esa pregunta, lo más general que puedo decir es que siempre fue de modo autodidacta, no tengo estudios formales ni académicos en el tema. Respecto de cómo, inicialmente aprendí gracias a que soy muy vago y tengo una inmensa capacidad para procrastinar, aunque suene contradictorio. Cuando empecé con Blender en la adolescencia, el 3D era para mí un hobby, no una vocación. En lugar de estudiar para el colegio o “hacer algo productivo”, para mí “jugar” con Blender era una forma de perder el tiempo y entretenerme, hacía eso como podría haber estado jugando un videojuego, y miraba tutoriales como si fuera “mirar la tele”. No tenía intenciones de dedicarme a esto, casi porque ni estaba al tanto de que se pudiera vivir de algo así. No tenía ninguna perspectiva acerca de la industria o el mercado alrededor de esto. Años después ya en mis veintes, cuando lo “redescubrí” como vocación, sí empecé a tomármelo más en serio y ponerme horas de estudio y practica a mí mismo, analizar que técnicas me convenía desarrollar, y por ese momento me abrí más allá de Blender y empecé a aprender Nuke, VFX, composición y color, porque en algún momento fue mi foco, y de ahí otros softwares. Pero la verdad es que nunca tuve mucha disciplina. Sé poco y lo poco que sé lo aprendí más de casualidad que por esmero.

Qué consejos darías a uno que quiere empezar hoy?

Creo que lo más importante al comienzo es mantener viva la curiosidad y el placer de explorar, ver los problemas y las trabas del comienzo con entusiasmo por descubrir cómo resolverlos, y no dejarse desmotivar por los traspiés iniciales, que han de ser muchos si realmente lo estás intentando. La curva de aprendizaje comienza, como en casi todo, muy empinada. En mis cursos para principiantes hago la comparación con aprender un instrumento, pero lo mismo daría hablar de andar en skate o pilotar aviones. Al principio parece imposible, formar un acorde, hacer equilibrio, despegar. Hay demasiada información para procesar y muy poquitos puntos de anclaje (en lo que ya sabemos) para sostenerla. Así que hay que recordar que probablemente va a ser muy frustrante al empezar, hay que aguantársela, empezar con cosas simples, super-simples si se quiere, y persistir hasta que se vuelvan obvias.
Y tan pronto como eso ocurra, vas a empezar a pasar a la comfort-zone de eso que aprendiste, y si quieres seguir progresando ahora tienes que buscar algo más complejo y nuevo, que a su vez va a volver a hacerte sentir como un principiante y abrumarte de información que parece imposible de abarcar, porque en definitiva eso nunca termina.
Aprendes algo y pasas a ser consciente de 10 cosas nuevas que no sabes todavía, ni sabías que existían. La cantidad de cosas que ignoramos, en el campo que sea, va a ser siempre exponencialmente mayor a la cantidad de cosas que “sabemos”, intentar aprender algo requiere siempre un poco de masoquismo.
Me parece de ahí importante que la motivación por hacerlo venga de uno, que el objetivo no sea para una calificación, un premio o una felicitación, sino más bien regalarse a uno mismo un saber o habilidad, o probarse a uno mismo que podía. Imagínate que tienes que leer un libro, si la razón para leerlo es por una asignación del trabajo o el estudio, la lectura se siente pesada y engorrosa, preferirías estar haciendo otra cosa. No es muy distinto que hacerlo pensando en conseguir un puesto o competir en un concurso. Si en cambio lo lees con intención, si lo lees para tomar lo que tenga el libro para ofrecer, como si lo estuvieras conquistando y saqueando sus recursos para hacerlos parte de vos, como con voracidad por apropiarse de lo que tiene, entonces la experiencia es completamente distinta, y mucho más ligera y amena.

Cuál es su sueño con el 3D?

No tengo ninguno en particular. Laboralmente me gustaría poder vivir de hacer arte digital de modo independiente, sin patrones ni clientes. Supongo que es justo llamarle “sueño” si hay que estar dormido para creerlo posible, jajaja.

Por qué usás Blender y que otros programas usás?

Hoy en día, uso Blender 2.79 porque es el programa que mejor conozco y con el que puedo trabajar más rápido. Eso sin mencionar que es un software completísimo que cubre el 90% de mis necesidades, super liviano, gratuito, y práctico.
Además de Blender uso, por orden de frecuencia: Nuke, ZBrush, Photoshop, Houdini, Substance Painter, Marvelous Designer, Krita, Quixel, 3D Coat, World Machine, Resolve, Premiere y si algún trabajo pago lo requiere y muy a mi pesar, After Effects.

Blender Italia agradece Joaquín Kierbel por esta entrevista!

https://www.artstation.com/jotaka

https://vimeo.com/238018607

https://www.linkedin.com/in/jkierbel

Blender è performante per architetti e designer? La parola ad Andrea Rotondo

Intervista curata da IRRIVERENDER ARCH. BONNÌ

 

Blender è un software di cui si discute molto nel mondo degli architetti e dei designer che si occupano di modellazione, render e postproduzione.
Cerchiamo di sfatare leggende metropolitane e falsi miti confrontandoci con Andrea Rotondo, Blender Traniner certificato, fondatore di BlenderGeek, fumettista, modellatore, animatore 3D, renderista, e insegnante, che ha scelto, tra tanti software, proprio Blender.

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La tua formazione mixa belle arti, comunicazione visiva e fumetto. Hai unito passione e professione. Raccontaci la tua esperienza…

Ho sempre avuto la passione per il disegno tradizionale e per il computer. Fin dai tempi del Commodore 64 prima, e successivamente dell’Amiga disegnavo a mano e al computer, imparando le basi della grafica 2D e 3D. Grazie ad Amiga mi sono avvicinato alla grafica 3D che ai tempi (si parla degli anni 94/95) erano pochi cubi perché l’hardware non era potentissimo. Di conseguenza ho sempre visto il Computer come uno strumento, come se si parlasse di una matita, pennello. Con l’evoluzione della tecnologia e del software il Computer ha sempre preso più importanza e ha sempre di più affiancato il mio mondo artistico. Ora è diventato il mio strumento di lavoro principale.

Quando è nata la passione per il mondo 3D? Riesci anche ad unire questa passione con quella per i fumetti?

Il 3D è una naturale evoluzione del 2D. Di conseguenza la mia voglia di imparare sempre qualcosa di nuovo mi ha portato ad approfondire il mondo tridimensionale. Prima con pochi cubi, poi con milioni di poligoni. Ora, nel mio caso, il 3D prevale sul 2D. Questo perché si ha più libertà di creazione, la terza dimensione aiuta tantissimo a sviluppare la propria fantasia. Di conseguenza, essendo appassionato anche di 3D, l’unione del fumetto e del 3D era inevitabile.

Hai usato e studiato molti software 3D, come è nato l’amore per Blender?

L’amore per Blender è nato per caso. Ero ammalato ed ero a casa che mi stavo annoiando. Premetto che all’epoca utilizzavo 2 software principali (i più famosi). Navigando sui vari forum leggevo della gente che era orgogliosa e motivata nell’usare Blender. All’inizio, devo ammettere, li sfottevo. Non capivo come mai erano così soddisfatti di Blender. Poi decisi di provarlo. Di sbatterci la testa per imparare. E’ stata dura… Ci ho messo 5 giorni, 8 ore al giorno per capire la mentalità e come funzionava (ai tempi non c’erano tanti video o tutorial). Però poi è stata una folgorazione. Quando ho capito il potenziale che ha Blender gli altri programmi mi sono sembrati “vecchi”.

Un giovane architetto o designer che volesse lavorare su modellazione e render, perché dovrebbe scegliere Blender? Avrebbe senso sceglierlo se non fosse open source?
Blender è veramente potente. E ve lo dico io che “purtroppo” per lavoro, spesso mi chiedono di usare obbligatoriamente anche gli altri software. Blender ha tutto e di più. Premessa, bisogna obbligatoriamente aprire la propria mente.
E’ un po’ come guidare un trattore e un go-kart. Il go-kart è veloce, potente, ma bisogna saperlo guidare altrimenti ci si schianta alla prima curva.

Come già detto Blender permette di seguire tutta la PIPELINE lavorativa senza dover uscire dal programma. Bozze, modellazione, rendering, sculpting, animazione, montaggio video, compositig, realtime, VR avviene tutto all’interno di Blender, e questo potenziale non te lo offre nessun altro programma 3D. Quindi sì. Consiglio vivamente di imparare Blender e magari dare un’occhiata anche ad un altro programma più “commerciale”. Non c’è niente di male a conoscere più di un programma 3D.

Perché il mondo dell’architettura e del design storcono il naso quando si parla di Blender? Quando è una questione di formati, quanto di prestazioni, e quanto un pregiudizio legato al suo essere un open source?

Si sicuramente l’essere Open Source non è d’aiuto. Ma adesso il mondo sta cambiando. Finalmente il cliente vuole il Prodotto Finito e non più i progetti. Quindi siamo più liberi di lavorare come preferiamo noi. Ricordo anche che motori di rendering come Cycles per l’architettura sono ottimi e molto più avanti di altri motori di resa blasonati. Inoltre anche motori come VRAY, Renderman sono compatibili con Blender.

Perché il mondo dei professionisti sottintende che un professionista serio debba “pagarsi” i programmi?

Penso sia solo una questione di “ignoranza”. Io personalmente guardo prima la potenza di un programma. Se è potente allora sono anche contento di pagare. Altrimenti tendo a trovare alternative.

Esistono molti corsi che dànno crediti formativi per l’albo degli architetti che riguardano sketchup, GIMP, e altri software. Come mai non viene preso in considerazione Blender?

Siamo sempre su un discorso di conoscenze. Probabilmente chi è nei piani alti non conosce neanche l’esistenza di Blender.

Si dice che Blender sia difficile da imparare per chi non viene dal mondo Linux. Dopo anni da formatore sei d’accordo con questa leggenda metropolitana?

16558334_10155492748917080_938043163_nLinux o no, Blender è un programma di grafica 3D professionale. Sfido chiunque a mettersi davanti ad un altro programma di grafica 3D e veder se combina qualcosa. Bisogna mettersi a studiare, imparare qualsiasi programma e Blender non fa eccezione. Io posso portare la mia esperienza che spiegandolo, Blender ha la curva d’apprendimento di 20 minuti. Dopo 20 minuti si entra nella mentalità e si inizia subito a produrre. Con altri programmi ci vogliono qualche ora. Basta vedere i video che mettiamo Online per rendersi conto quello che dico è vero.

Blender comunica in modo semplice con altri software con simile funzione?

Ormai basta esportare in FBX o ALAMBIC o DAE per avere una compatibilità al 90%. Purtroppo nella grafica 3D non esiste un formato universale.

C’è facilità di accesso a risorse free? Intendo sia manuali e videocorsi, sia librerie di oggetti e materiali, e add on?

Blender ha la Community più attiva e attenta al mondo. Sui principali siti Blender.it, Blendswap.com, Blenderartist.org, Blender.org, Cloud.blender.org, trovi veramente qualsiasi cosa e qualsiasi tipo di supporto.

Blender è competitivo anche per le animazioni?

Nell’Accademia di Belle Arti dove insegno, la mia materia è proprio Animazione. E posso affermare che anche in quel campo Blender è veramente notevole. Animazione ossea, animazione facciale, animazione tramite shape keys e altro. Non manca proprio nulla.

Cos’altro fa Blender?

Come detto prima Blender fa tutto e permette di mantenere la Pipeline lavorativa all’interno di Blender. Per tutte le funzionalità vi invito a guardare questo link: https://www.blender.org/features/

Perché un professionista serio dovrebbe mettere online un videocorso free? E’ una questione di personal branding?

Io lo faccio perché mi piace. Mi piace far vedere le potenzialità di Blender mi piace vedere che la gente apprende dai miei corsi.

Ci parli del progetto Art-Tech?

La ART è la mia società di lavoro. E’ nata con lo scopo di innovare il campo della grafica 2D e 3D. Spesso nei lavori cerchiamo la soluzione più innovativa. Ora siamo molto attivi nel mondo del Virtuale e stiamo portando le nostre tecnologie di produzione all’interno delle aziende (e Blender e una di queste).

E riguardo al progetto Blender Geek?

BlenderGeek nasce come semplice gruppo Facebook per comunicare con chi seguiva i nostri corsi dal vivo. Ora è cresciuto ed è diventato un gruppo molto grosso di gente appassionata a Blender. I membri del consiglio sono tutti professionisti che usano Blender lavorativamente. Sta per nascere anche BlenderGeek PLUS, una sorta di cloud.blender.org dove, pagando un abbonamento mensile, si avranno tutta una serie di contenuti inediti realizzati da noi, un’assistenza diretta, la possibilità di seguire i nostri HANGOUT con tutti i membri del BlenderGeekPlus e avere sconti (se non addirittura gratuiti) sui futuri corsi avanzati, professionali che faremo.

I giovani freelance che strizzano l’occhio all’open source, e che modellano renderizzano con blender, mi chiedono se c’è un’alternativa open source anche per la post produzione. Che ne pensi di GIMP? Hai altri software da consigliare?

Se per la post produzione basta modificare le tonalità, i contrasti o simili allora basta il compositing di Blender molto potente. Se bisogna eliminare errori manualmente allo consiglio KRITA al posto di GIMP che sta migliorando a vista d’occhio. GIMP è rimasto troppo “vecchio”, in tutti questi anni si è evoluto pochissimo.

Blender è targettizzato per un certo tipo di modellatori 3d, o è adatto anche ad architetti e/o a designers?

Blender è adatto per chi vuole imparare il 3D. Io ho fatto corsi a Bambini, adulti, ingegneri, architetti e altro. Se spiegato correttamente immediatamente appassiona e permette d’avere uno strumento unico e potente.

FONTE

 

I segreti di un buon render svelati da Umberto, fondatore di BlenderFacile

05Intervista curata da IRRIVERENDER ARCH. BONNÌ

 

Nella mia ricerca sui software e sulla formazione, gratuita e non, tramite canali web, la mia strada ha incrociato quella di Umberto Oldani, coinvolto in diversi progetti per aiutare i giovani ad imparare modellazione e render, soprattutto con l’utilizzo di software opensource. Ho voluto intervistarlo per capire meglio le differenze tra i software, gli errori più spesso commessi dagli inesperti, l’hardware necessario per chi vuole intraprendere questa via professionale, e alcuni “trucchi” per padroneggiare i software…

 

umberto-oldani

 

Ciao Umberto. Iniziamo con le presentazioni: età? Provenienza? Qual è la tua formazione e quale la tua professione? Quali i tuoi interessi?

Ho 52 anni, sono nato e vivo tutt’ora a Magenta, una cittadina in provincia di Milano.

Ho un diploma di Geometra, diverse certificazioni ottenute presso centri specializzati nell’insegnamento della Computer Grafica 3D e nell’utilizzo di software di foto ritocco quali Photoshop.

Dopo aver lavorato per diverso tempo in Studi Tecnici e Imprese Edili, qualche anno fa ho fondato www.renderingevolution.com attraverso il quale supporto gli Studi di Architettura nella presentazione dei loro progetti, realizzando rendering fotorealistici.

Nello stesso periodo ho anche ideato il blog www.innovativerendering.com dove spiego quali effettivi vantaggi e benefici può avere un Architetto nel presentare al proprio cliente immagini virtuali di qualità.

Due sono gli interessi a cui tengo particolarmente:

• il primo è senz’altro la Computer Grafica 3D che mi ha portato a trasformare una vera e propria passione nella mia professione attuale

• il secondo è lo sport, che pratico da sempre e che mi permette di rilasciare tensione e nervosismo oltre che liberarmi mentalmente… non potrei farne a meno.

 

Come è iniziato il tuo interesse per i rendering fotorealistici? ti occupi anche di post produzione?

Fin da quando ero a scuola mi ha sempre attratto la possibilità di modellare oggetti.

Anche con carta e matita, ho sempre cercato di disegnare in tre dimensioni, mi piaceva e mi piace tuttora, vedere le cose che prendono forma nello spazio.

Agli inizi degli anni ‘90, con l’introduzione dei primi computer nei luoghi di lavoro, ho iniziato a produrre qualche modello di edificio con il primo AutoCad… una vera impresa.

Poi, hardware e software si sono sviluppati in modo esponenziale e vedendo ciò che i guru della Computer Grafica riuscivano a realizzare, è stato per me uno stimolo troppo forte quello di sperimentare nuove soluzioni e di provare a creare immagini qualitativamente di alto livello.

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Per i puristi del 3D come me, l’immagine finale deve essere realizzata completamente con software 3D.

Se però lavori professionalmente a contatto con Architetti e progettisti che vogliono un buon risultato in tempi molto ridotti, la post produzione si rivela assolutamente utile.

Per questo motivo mi trovo spesso ad usare tale tecnica con software di foto ritocco soprattutto quando il committente richiede rendering di esterni.
In queste situazioni, renderizzare elementi come erba, alberi e cespugli comporterebbe tempi molto lunghi, troppo lunghi, meglio lavorare in post produzione.

Con tanta pratica si possono ottenere risultati di tutto rispetto.

Non solo, attraverso il foto ritocco è possibile inserire un nuovo complesso architettonico modellato e renderizzato, in una vista aerea per verificarne l’impatto ambientale.

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Allo stesso modo si può integrare un nuovo edificio in una vista ad altezza d’uomo per valutarne la compatibilità con le strutture adiacenti.

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“Irriverender” tratta temi relativi all’open source per l’architettura. Un tuo progetto si chiama Blender Facile. Lo usi/insegni per la modellazione o anche per i rendering?

Nel blog www.blenderfacile.it tendo a spiegare prevalentemente la fase di modellazione in ambito architettonico, mettendo a disposizione dell’utente la mia esperienza acquisita in tutti questi anni.

Considero la modellazione fondamentale per arrivare ad ottenere un render di qualità e con Blender non è proprio del tutto scontata.

A volte ci sono accorgimenti e piccoli trucchi da adottare che possono fare la differenza tra un buon modello e uno eccellente.

Attraverso dei video, cerco quindi di spiegare le diverse tecniche utilizzabili per raggiungere lo scopo nel modo più semplice e veloce possibile, usando sempre esempi concreti e dettagliando i passaggi necessari.

 

Quali sono le migliori alternative relative ai software per i rendering fotorealistici? Quali quelli open source?

Tra i software 3D di tipo commerciale esiste un’ampia scelta, quelli che mi sento di consigliare e che ho provato personalmente negli anni nel settore architettonico, sono:

Maya
3DStudio Max
Cinema 4D

Questi software, ciascuno ovviamente con i suoi pregi e difetti, sono in grado di modellare in modo eccellente e di restituire immagini finali di ottima qualità utilizzando già il sistema di rendering integrato.

Tuttavia, c’è la tendenza ad usare motori di rendering esterni come Vray o Corona Render perché ritenuti più specifici per lo scopo e quindi maggiormente performanti.

Sketchup, in particolare proprio per l’ambiente architettonico, probabilmente è il più intuitivo e risulta quindi il più semplice dal punto di vista della modellazione.

Di contro, ha necessariamente bisogno di un motore di rendering esterno come VRay o Sketchup Podium per poter renderizzare.

Tra i software open source, so di essere di parte, ma per ottenere un rendering finale di tipo fotografico, Blender non ha rivali, è un software professionale a tutti gli effetti.

Questo è stato reso possibile grazie all’introduzione, qualche anno fa, di Cycles, il motore unbiased che esegue, così come i più blasonati motori di rendering foto realistici commerciali, un calcolo fisico dell’illuminazione nella scena.

Inoltre, proprio in questo periodo, sono attese importanti novità da parte della Blender Foundation sul fronte della renderizzazione, una su tutte, con la prossima release 2.8 dovrebbe essere integrato in Blender il nuovo sistema di rendering in real time “Eevee” (acronimo di Extra Easy Virtual Environment Engine).

 

Quali sono i consigli che daresti ad un renderista in erba?

In primo luogo penso sia importante scegliere un settore in cui lavorare, in base alle proprie passioni e inclinazioni, ad esempio quello architettonico e di design, quello pubblicitario oppure quello della character animation, e specializzarsi il più possibile.

In secondo luogo, strettamente collegato a quanto appena detto, per apprendere al meglio le basi e successivamente trucchi e segreti del software che si intende utilizzare, consiglio di seguire dei corsi completi pratici anche online oppure dei programmi di formazione tenuti da un insegnante via webinar, “one to one” via Skype o anche in presenza.

In ogni caso il modo migliore per arrivare fino in fondo, è quello di insistere, anche quando sembra impossibile imparare la notevole quantità di informazioni, comandi e tecniche da utilizzare, con tanta applicazione si può arrivare ad ottenere dei buoni risultati in tempi non troppo lunghi.

Una volta fatte proprie le basi di un software 3D, consiglio di prendere una fotografia, meglio se semplice, e di provare a replicarla avvicinandosi il più possibile.

A mio avviso questo rappresenta il modo migliore per imparare a modellare, ma soprattutto per capire il comportamento della luce e dei materiali.

 

Quali gli errori più frequenti?

Mi capita di vedere utenti alle prime armi con Blender che hanno come obiettivo immediato un progetto complesso e ambizioso.

Rifacendomi a quanto detto in precedenza, serve pazienza e applicazione, ma soprattutto all’inizio serve una guida pratica, sia esso un corso o lezioni one to one, che attraverso un percorso ben strutturato permetta all’utente di apprendere gradualmente il software in tutte le sue caratteristiche.

Penso sia pressoché impossibile usare tecniche avanzate di modellazione senza conoscere le nozioni di base.

Questo discorso vale anche per le tecniche di illuminazione, texturing e rendering; occorre prima conoscere il perché si eseguono certe operazioni, cosa comporta un loro errato utilizzo e come invece impiegarle.

 

Che tipo di hardware serve per fare il renderista?

In questo lavoro l’hardware è di fondamentale importanza e purtroppo assemblare una macchina affidabile e che lavori velocemente ha un costo non indifferente.

Per riuscire a gestire comodamente la viewport e successivamente renderizzare una scena in tempi ragionevoli, serve un computer potente e ben bilanciato.

Considerando inoltre la velocità con cui si evolvono hardware e software, conviene acquistare una macchina con caratteristiche avanzate in modo tale da averla già predisposta per le eventuali future release.

In ogni caso, gli elementi fondamentali da cui partire e sulle quali impostare poi gli altri componenti, sono essenzialmente 3:

• un processore di tipo Quad Core Intel i7 da 4 Ghz
• 32 GB di RAM
• un’ottima scheda grafica di tipo NVIDIA, meglio se GTX 1080 Ti

Questi requisiti rappresentano già un buon punto di partenza, ovviamente più si sale nelle performance dei vari componenti e più aumenta il costo.

Dei tre componenti quello che riveste la maggiore importanza, è senza dubbio la scheda grafica soprattutto in virtù del fatto che oggi, i maggiori motori di rendering, richiedono una o addirittura più schede grafiche di un certo livello, per renderizzare a velocità elevatissima.

In alternativa al rendering confezionato in casa, esiste la possibilità di trasferire il calcolo finale dell’immagine che si intende realizzare, a una “render farm” online.

Sono ormai diversi i servizi di questo tipo presenti sul web, in alcuni casi espressamente dedicati ad un software in particolare, è il caso di Render Street creato
appositamente per Blender e da poco anche per Modo.

Sono particolarmente indicati per renderizzare animazioni o anche in casi in cui occorre renderizzare immagini ad una risoluzione molto elevata.

Chi invece ha la possibilità economica e di spazio adeguati, può pensare di creare una propria render farm utilizzando 4 o 6 nodi di computer connessi in rete tra loro.

 

Sui tuoi siti metti a disposizione anche risorse free. Altri sono corsi professionali a pagamento. Ci spieghi meglio l’offerta?

Rendering Evolution e Innovative Rendering sono strettamente legati tra loro e hanno lo scopo di aiutare gli Studi di Architettura fornendo loro un servizio ottimale di rendering foto realistici che presento attraverso dei video esplicativi.

Blender Facile invece è pensato per dare un efficace supporto a chi sta iniziando o già lavora nella Computer Grafica 3D prevalentemente in un contesto architettonico.

Il progetto si può idealmente suddividere in tre parti.

Per chi ha già una sufficiente dimestichezza con Blender, metto loro a disposizione tutorial che solitamente hanno una breve durata, sono gratuiti e tendono a dare soluzioni precise ad una eventuale problematica.

Per chi invece ha la necessità di realizzare rendering di architettura e design di maggior rilievo, sia interni che esterni, ho creato video corsi completi, a pagamento, in quanto tengono conto dell’importanza e della complessità del progetto.

In questi corsi vengono infatti spiegate tecniche avanzate di modellazione, di texturing e di rendering.

Di seguito i link ai corsi:

corso di architettura (esterno) con blender render

corso per realizzare un elemento di arredo

corso completo di architettura (interno/esterno) con Cycles render

Per avere un ritorno di contatti utili allo sviluppo futuro del blog e per chi intende incrementare il proprio livello di conoscenza, è presente nella piattaforma un video corso gratuito che spiega in modo dettagliato come arrivare ad ottenere un rendering foto realistico:

tutorial completo gratuito per realizzare un’immagine di still life

Come “bonus”, quindi sempre gratuitamente, ho creato un mini corso suddiviso in 8 facili lezioni dedicato a chi sta iniziando a modellare con Blender:

corso base per imparare a modellare con Blender

 

Con tutta l’offerta di 3d visualizer e renderisti, per un giovane ha senso prendere questa strada?

Domanda da 1 milione di dollari… provo comunque a rispondere…

Per chi come me ha una reale passione per il disegno, per la creazione di forme tridimensionali, oserei dire anche per l’arte figurativa in generale e ovviamente anche per ciò che la Computer Grafica 3D consente di fare, rispondo subito di si.

Non sarà sicuramente facile, ma è pur vero che con tanta determinazione è possibile raggiungere l’obiettivo finale.

Di contro, la varietà di software 3D oggi sul mercato, ha fatto si che diversi Studi di Architettura si stiano orientando verso la soluzione di realizzare i rendering in autonomia, evitando si, costi in uscita aggiuntivi, ma nella maggior parte dei casi rinunciando anche ad una qualità finale delle immagini ben diversa.

Il mio consiglio in questi casi è quello di specializzarsi il più possibile nel proprio settore, prestando sempre molta attenzione alle nuove tecnologie come la realtà aumentata, cercando di raggiungere un eccellente livello qualitativo che consenta di fare la differenza verso gli altri professionisti.

 

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[fonte]

Architettura Open Source: ce ne parla un Architetto per il software libero

Intervista curata da IRRIVERENDER ARCH. BONNÌ

Il mondo dei software open source e quello dell’architettura e della progettazione sembrano mondi lontani. Francesco Arena, Architetto, si occupa di formazione riguardante diversi software di modellazione 3D, render e grafica.
Francesco è anche un attivista per il software libero. Ha fondato CgTutor, è socio di  SegnoDisegno e dell’associazione “Libera Informatica”.
In quest’intervista ci racconta l’importanza dei software open source nell’attività di un giovane architetto.

 

Ciao Francesco. Cosa ti ha portato verso quella che oggi è diventata la tua professione?

La curiosità verso ambiti nuovi, la voglia di sperimentare, l’amore per l’architettura e per il piacere nel disegnare.

Che ne pensi dell’architettura open source? Hai mai letto “Architettura Open Source” di Carlo Ratti?

In realtà non conosco questo libro quindi il mio giudizio non può essere completo. Leggendone però la presentazione nel sito dell’editore vedo che si parla di una rivoluzione in atto nel campo della progettazione. Io vivo e lavoro come architetto a Firenze. Frequento colleghi e cerco di tenermi aggiornato per quanto mi è possibile. Probabilmente devo essere particolarmente miope per non vedere alcuna rivoluzione in atto ma solo tante difficoltà che stanno ormai opprimendo questa favolosa professione.

Questa premessa però non mi blocca dal fare questa riflessione che ritengo pertinente. L’architettura è un’arte antica con caratteristiche ben definite, per esempio il disegno architettonico è nato come una semplificazione della realtà necessaria per comprendere, gestire e sviluppare meglio un progetto.

Oggi invece si cercano spesso strumenti inutilmente complessi che spostano l’attenzione più sullo strumento che sul progetto. Questo, a mio avviso, non è un bene perché si va a discapito della flessibilità, della velocità e della comprensione stessa del progetto.

Nelle realtà medio piccole non ha senso cercare di risolvere tutto innanzitutto con la grafica o con strumenti “rivoluzionari” e “moderni”. Bisogna essere sicuramente molto rapidi e quindi certe soluzioni vanno elaborate direttamente in cantiere.

Qual ‘è la tua storia “softwaristica”? da quale software sei partito e come sei arrivato a Blender e a C4D?

Ho iniziato ad utilizzare i software di grafica verso metà degli anni 90 ed erano Autocad, Coreldraw e 3DstudioMax. Internet era appena arrivato, navigavo solo nella biblioteca universitaria utilizzando Netscape. Per imparare un software bastava il passaparola tra colleghi oppure bisognava acquistare manuali cartacei che erano particolarmente voluminosi.

Alla Facoltà di Architettura di Firenze l’utilizzo dei software avveniva quasi esclusivamente per iniziativa personale e spesso, lo dico per esperienza diretta, veniva fortemente osteggiata dai professori che si occupavano di grafica e pretendevano l’utilizzo del solo tecnigrafo, matita e rapidograph. Benché mi fosse stato sconsigliato l’uso del computer per una tesi di restauro, alla fine mi laureai a pieni voti disegnando interamente la tesi con il cad e colorando a matita le tavole tematiche.

Ho iniziato ad utilizzare Blender dalla versione 2.37 nel 2005 perché deluso dalle prestazioni di Vectorworks (ottimo per il 2d ma veramente molto limitato tuttora per il 3d). L’interfaccia molto complessa di Blender mi fece desistere per un po’ per poi innamorarmene definitivamente dalla vers. 2.48 in poi quando riuscì ad inserirlo stabilmente nella mia pipeline fatta da VectorWorks, Blender, Gimp e Inkscape.

Dal 2009, in occasione dell’uscita della versione di Blender 2.50 completamente rielaborata e soprattutto dotata di interfaccia molto più semplice e ben progettata, ho iniziato ad insegnare alla LABA di Firenze al corso di Modellazione ed animazione 3d 1 e 2 proprio utilizzando questo programma.
Con Cinema4D invece le occasioni sono state più limitate e sono riferite ad occasionali collaborazioni tra le quali ricordo uno studio i cui elaborati erano stati interamente sviluppati in quel programma e volevano che fossero terminati con quel programma. Fu veramente molto semplice imparare Cinema4D.

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Ti consideri un Open Source Activist?

È una mia priorità. Insieme alla associazione Libera Informatica cerco di diffondere l’uso dei software open source, io mi occupo di quelli di grafica 2d, 3d, video e stampa 3d. Non riesco ad utilizzare esclusivamente software open source poichè per motivi di lavoro devo usare programmi che girano solo su MacOSX e Windows. Per questo motivo, almeno per ora, non utilizzo abitualmente nessuna distribuzione Linux.

Come è nata l’associazione “Libera Informatica” e di cosa si occupa?

L’associazione Libera Informatica è nata nel 2009 a Firenze, fondata da un piccolo gruppo di appassionati del Software Libero. La prima attività dell’associazione è stata di Trashware, cioè il recupero di computer considerati obsoleti e destinati allo smaltimento, che venivano revisionati e riportati a nuova vita con l’installazione di GNU/Linux.

A questa attività si sono poi affiancati i corsi di informatica, i laboratori nelle scuole e le manifestazioni.


Appoggiarsi ai FOSS (Free Open Source Software) può essere un modo, per un giovane freelance, di tagliare le spese delle licenze?

Sicuramente e non di poco. Scegliendo Blender, che è completamente gratuito, al posto di un altro programma commerciale di 3d si risparmiano diverse migliaia di euro per l’acquisto della licenza completa e di qualche centinaio di euro\anno tra assistenza ed upgrade. Scegliere però di usare i FOSS solo per la questione economica vuol dire non aver capito appieno le potenzialità del sistema open source che si fonda sulla condivisione, sullo sfruttare le reali potenzialità del software, dell’hardware e forse non si hanno neanche le idee chiare sul mestiere stesso che si vorrebbe fare visto che la scelta dello strumento adatto è fondamentale.

Molti diffidano dall’open source, considerandolo di qualità inferiore, è solo un pregiudizio?

Si, esattamente. Ci sono professionisti come graphic designer, fotografi e ingegneri anche italiani che utilizzano per il loro lavoro strumenti open source. La loro scelta non è sicuramente guidata da motivi economici ma dal riconoscimento delle qualità che questi software hanno.

Ti sei scontrato anche tu, nel mondo dell’architettura, con coloro che hanno la puzza al naso verso i software open source?

Si, continuamente. Non ho colleghi a Firenze che usano Blender, eppure questo software ha fatto passi da giganti in questi ultimi anni. Oggi è possibile creare delle immagini con resa fotorealistica in maniera molto veloce e semplice grazie a librerie di materiali on line, grazie a strumenti per gestire l’illuminazione attraverso preset, grazie a modelli già pronti e a renderfarm on line. Queste risorse sono per lo più gratuite e quelle a pagamento hanno prezzi molto accessibili.


Per quanto riguarda la post
produzione, quale o quali software liberi consiglieresti?

Per la postproduzione si possono usare veramente tanti software, dipende proprio da scelte soggettive e dal risultato che si vuol raggiungere. In Blender esiste un modulo dedicato al compositing che è veramente molto completo e potente, spesso uso solo questo. Si può utilizzare anche:

– Natron che è l’equivalente di Adobe After Effect,

– Openshot che è l’equivalente di Adobe Premiere,

– Gimp che è l’equivalente di Adobe Photoshop

– Rawtherapee che è l’equivalente di Adobe Photoshop Lightroom.

E per il disegno vettoriale? e per l’impaginazione?

Io utilizzo Inkscape (equivalente di Adobe Illustrator) e Scribus (equivalente di Adobe Indesign)

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Perché quasi tutti i corsi, anche quelli relativi all’ottenimento di crediti formativi per gli albi, snobbano i software open source?

Perché in giro è più facile trovare tecnici che sono ormai abituati ad utilizzare software commerciali chiusi e non sono disposti a cambiare le loro abitudini. Credo che le cose piano piano stiano cambiando.


E’ una questione di diffusione, di formati, di performance, o di semplice pregiudizio/disinformazione?

Escludendo la performance che nei software FOSS citati è alta, confermo che si tratta di disinformazione. Non ci sono reali limitazioni quando si decide di usare il software FOSS

Quali sono gli strumenti (informatici), hardware e software, che non possono mancare ad un giovane freelance?

Dipende dalla professione che vorrà seguire. Per il 3d (ma anche per i videomaker) sinceramente non credo più nel mondo Apple, le sue macchine non sono più competitive per il costo, per l’hardware e quindi per le prestazioni per esempio ormai da tempo non sfruttano l’elaborazione tramite GPU con tecnologia CUDA utilizzata da programmi come Blender o Premiere. In studio ho ancora un Imac ma non credo che lo aggiornerò più.


L’idea di mettersi “in proprio” o con altri giovani, usando le risorse open source, per proporsi come 3d visualizer, in un paese come l’Italia, ha senso?

Certo è una maniera molto intelligente di iniziare a lavorare, il mondo FOSS è completo ed offre tutti gli strumenti per lavorare a livello professionale.

Mettersi a fare formazione “open source” in un mondo dove “ciò che non costa non vale” non è rischioso? che feedback hai?

Intanto è bene aver chiara la differenza tra “insegnare un software” e “insegnare una materia”. Per imparare un software, banalizzo un po’, basta Youtube, ci sono ormai tantissimi tutorial di tutti i tipi e soprattutto gratuiti, quindi questo basta per procedere come autodidatta anche se il risultato non è sempre certo dipende dal percorso intrapreso. Per imparare invece una materia o un mestiere ci vuole qualcosa di più un tutorial, ci vuole un corso magari tenuto da un insegnante che abbia un’esperienza diretta con quegli ambiti. Fare formazione all’interno di un istituto mi permette di incontrare persone motivate ed orientate verso un risultato certo in questo caso graphic designer. Sono quindi anche io molto selettivo, preferisco fare formazione a categorie ben precise come, oltre ai graphic designer, architetti e fotografi.

La LABA di Firenze ha creduto da diversi anni anche nel software open source utilizzando Blender per il corso di Animazione e modellazione 3d e fortunatamente non è l’unico istituto cito ad esempio il DAMS di Torino e il Corso di laurea in Informatica di Catania che utilizzano Blender in alcuni corsi.

I corsi di grafica 2d e 3d che ho pronti sono pubblicizzati da Libera Informatica e dal mio sito Cgtutor, ho collaborato anche con il Fablab di Firenze.

Dalla mia esperienza risulta che senza campagne di marketing mirate questi cataloghi di corsi on line non danno un buon riscontro. Le relazioni personali sono sempre molto importanti per creare nuove possibilità di lavoro. Attualmente ho appena terminato un corso su GIMP, programma di fotoritocco, per la Regione Toscana e con Paleos e 3dstore  stiamo preparando un corso di Stampa 3d per un istituto formativo di Milano



Ti occupi anche di promozione di brand e di editoria: che ne pensi degli architetti che si reinventano ampliando il loro campo d’azione a discipline contingenti e complementari alla professione classica dell’architetto?

È una operazione fondamentale per perseguire l’ottenimento di una maggiore soddisfazione del cliente. Con la Segnodisegno, azienda nella quale lavoro dal 2000 e di cui sono socio dal 2016, siamo in grado di fornire competenze pluridisciplinari infatti ci occupiamo della promozione di immagine coordinata che in può interessare ambiti differenti da quello architettonico, a soluzioni di design di interni, allo stand, alla parte grafica.

arredi


Cinema4D e Blender, insegni entrambi: ci illustri le differenze e i perché un freelance dovrebbe scegliere l’uno o l’altro?

Semplifico la risposta, e saltando l’aspetto economico affermo che non ci sono differenze. Sono entrambi strumenti che possono essere utilizzati per le stesse finalità. Riporto sempre l’esperienza della LABA. Il corso di modellazione ed animazione 3d 1 viene fatto utilizzando Blender e il corso di 3d 2 utilizzando Cinema4d. Ritengo questa scelta molto intelligente e corretta nei confronti dei allievi del corso perché gli permette di avere più frecce per il loro arco.

Oggi sono diversi i software utilizzati nel campo della CG.

La finalità di un corso accademico poi non deve mai essere meramente quella di insegnare ad usare uno strumento ma quello di insegnare una materia indipendentemente dallo strumento scelto. Se poi proprio la scelta si dovesse fare verso un singolo software allora, almeno nel campo del 3d, credo di più in Blender perché è l’unico software veramente completo che poi non ti blocca con le logiche aziendali proprie dei software commerciali. Utilizzandoli in sinergia i vantaggi aumentano. Per esempio Blender ha un ottimo simulatore di fluidi che può essere usato per le scene di Cinema4D.

Sono entrambi molto potenti.

Se scegli Blender hai a disposizione di uno strumento molto potente continuamente sviluppato con il quale puoi sperimentare tutti gli ambiti della grafica senza alcuna limitazione e sei libero di interagire con qualunque altro software.

Se scegli Cinema4d impari soprattutto uno standard riconosciuto universalmente ed entri in una logica completamente differente che ti spinge poi a conoscere ed usare altri software per completare il tuo lavoro.

interni


Perché il settore dell’architettura sta resistendo maggiormente, rispetto a molti altri settori, al mondo del software libero, della condivisione e del social networking?

Io non percepisco questa differenza tra il settore dell’architettura e gli altri settori professionali. Non mi sembra di aver visto colleghi avvocati, medici o commercialisti diventare paladini del FOSS e della condivisione. La nostra è una società che nel pieno di grossi cambiamenti, la libera professione è forse tra quelle attività che sta subendo maggiormente questi cambiamenti in maniera drastica. Sarebbero dovuti essere gli enti pubblici (uffici comunali, provinciali, scuole ecc. ecc.) i luoghi per eccellenza promotori dell’uso del software libero ed invece utilizzano tutt’altro.

Un ultimo pensiero o consiglio per i giovani lettori?

Svegliatevi, siate critici, non seguite le mode e i marchi. Dietro ogni attività ci sta sempre una persona. Chiedetevi veramente cosa volete fare e poi cercate di perseguire questo obbiettivo.

AF

 

FONTE